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Potrebbe essere il motore del futuro per le missioni umane su Marte. Si tratta del propulsore magnetoplasmadinamico (Mpd), che la Nasa sta sviluppando da circa due anni e mezzo. Questo sistema di propulsione elettrica, alimentato a vapore di litio, è studiato fin dagli anni ’60 ma non è mai stato utilizzato operativamente; ora ha superato un primo test di successo presso il Jet Propulsion Laboratory (Jpl).
La prova, effettuata il 24 febbraio, rappresenta la prima accensione in cui il prototipo ha raggiunto livelli di potenza superiori a quelli dei propulsori elettrici più potenti attualmente in uso sulle navicelle dell’agenzia.
Il test è stato condotto presso l’Electric Propulsion Laboratory del Jpl, dove il propulsore è stato acceso cinque volte. Durante le prove, il sistema ha raggiunto una potenza di 120 kilowatt — oltre 25 volte superiore a quella dei propulsori della missione Psyche, oggi i più potenti mai utilizzati dalla Nasa — con temperature superiori ai 2.800 gradi Celsius.
Il successo di questo primo test rappresenta un passo importante nello sviluppo di questi innovativi motori elettrici, che in futuro potrebbero spingere sia missioni con equipaggio verso il Pianeta Rosso sia sonde dirette nelle regioni più remote del Sistema Solare.
Nei prossimi anni, il team che segue lo sviluppo del motore punta a raggiungere potenze comprese tra 500 kilowatt e 1 megawatt per singolo propulsore, avvicinandosi ai requisiti energetici necessari per missioni umane verso Marte.
Le stime attuali indicano infatti un fabbisogno complessivo compreso tra 2 e 4 megawatt per rendere possibile un viaggio con equipaggio verso il Pianeta Rosso.
Immagine in evidenza: il propulsore magnetoplasmadinamico di Nasa durante il test al Jpl. Crediti: Nasa/Jpl-Caltech




