Il 5 giugno Nasa ha ordinato a 5 astronauti sulla Iss di rifugiarsi nella Crew Dragon per due ore a causa di una delicata riparazione pianificata da Roscosmos.
L’intervento, eseguito poi solo in parte, interessava la perdita d’aria che dal 2019 affligge il modulo di servizio russo Zvezda, solo una delle criticità nella storia della Iss.
Nel 2011 e nel 2012, in due casi diversi, le navicelle Soyuz diventano il rifugio per l’equipaggio a causa del rischio di impatto tra la Iss e frammenti spaziali.
Nel 2013, durante una passeggiata spaziale, il casco di Parmitano inizia a riempirsi d’acqua limitando vista e respirazione e obbligando l’astronauta a un rientro d’emergenza nella Iss.
Nel 2018 una piccola perdita di pressione fa emergere sulla Soyuz MS-09 attraccata un foro di circa 2 mm di causa controversa che viene sigillato dall’equipaggio russo.
Nel 2021, dopo l’attracco del modulo Nauka i suoi propulsori si accendono all’improvviso. Per 47 minuti, ISS ruota fuori assetto, corretto poi accendendo i propulsori di altri moduli.
Nel 2022, la Soyuz MS-22 attraccata alla Iss subisce una perdita di liquido refrigerante causata dall’impatto di un micrometeorite. Rientra quindi a Terra senza equipaggio.
Nel 2024, al suo 1° volo con equipaggio, la capsula Starliner di Boeing manifesta perdite di elio e anomalie ai propulsori durante il viaggio e dopo l’attracco.
Con un soggiorno previsto di 8 giorni, i 2 astronauti Nasa Wilmore e Williams rimangono quindi sulla Iss per 9 mesi, rientrando nel 2025 con una Crew Dragon.




