Blue Origin verso il primo volo umano
Decimo volo di prova per New Shepard. La compagnia è sempre più vicina ai primi voli con equipaggio
Per saperne di piùInserito da Ilaria Marciano
Pubblicato: 24 January, 2019
Decimo volo di prova per New Shepard. La compagnia è sempre più vicina ai primi voli con equipaggio
Per saperne di piùInserito da Fulvia Croci
Pubblicato: 23 January, 2019
Light Italian Cubesat for Imaging of Asteroids è un progetto coordinato dall’Asi per lo sviluppo di uno smallsat che andrà a bordo della missione Dart nel 2021 per monitorare l’impatto del satellite Nasa sull’asteroide Dydimos
Per saperne di piùInserito da Redazione
Pubblicato: 23 January, 2019 | Modificato: 24 January, 2019
Scoperte nella Grande Nube di Magellano, una tra le galassie più vicine alla Via Lattea, questi oggetti celesti si trovano in una particolare fase evolutiva
Per saperne di piùInserito da Elisa Nichelli
Pubblicato: 23 January, 2019
Quanto rapidamente si sta espandendo l’Universo? Questa domanda tormenta gli astronomi da circa un secolo, e ha dato vita, negli anni, a diversi studi che forniscono stime differenti. Un team internazionale di astronomi ha sviluppato un nuovo metodo per trovare una risposta e forse per fare un passo verso la soluzione dell’enigma. I loro risultati […]
Per saperne di piùInserito da Giulia Bonelli
Pubblicato: 23 January, 2019 | Modificato: 24 December, 2025
L’Esa ha messo a disposizione mezzo milione di euro da investire in tecnologie destinate alle future basi lunari
Per saperne di piùInserito da Valeria Guarnieri
Pubblicato: 23 January, 2019
Il telescopio Vlt dell’ESO ha fotografato il tenue bagliore di una nebulosa planetaria, originata da una stella morente. Lo scatto fa parte del programma Cosmic Gems
Per saperne di piùInserito da Giulia Bonelli
Pubblicato: 22 January, 2019
Dai dati del telescopio Alma arriva un ritratto inedito del buco nero supermassiccio Sagittarius A*al centro della Via Lattea
Per saperne di piùInserito da Valeria Guarnieri
Pubblicato: 22 January, 2019
Gli ioni degli atomi dell’area dove si trovano i resti della supernova Sn1987A presentano temperature molto alte. Le cause illustrate in uno studio di Nature Astronomy che vede in prima linea i ricercatori italiani
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