E capita che mentre Hubble è in missione per studi specifici sulla velocità di espansione dell’Universo, s’imbatta in immagini dall’effetto ottico spettacolare.

Le due galassie ritratte in questa foto, LEDA 1583 e LEDA 212515 sono in realtà molto distanti. Catalogata e conosciuta anche con il nome NGC 105, la prima fu scoperta nel 1884 dall’astronomo francese Edouard Stephan e si trova nella costellazione dei Pesci a circa 215,5 milioni di anni luce, mentre la seconda e anche la più distante, è relativamente sconosciuta.

«Tali congiunzioni apparenti si verificano frequentemente in astronomia – spiegano gli astronomi di Hubble – per esempio, le stelle che compongono le costellazioni si trovano a distanze molto diverse dalla Terra, ma sembrano formare schemi solo grazie al loro allineamento casuale».

I dati di questa immagine sono arrivati mentre telescopio spaziale stava esaminando, all’interno di NGC 105, dei fenomeni per cui è facile risalire alle distanze tra oggetti cosmici, attraverso l’acquisizione dei dati sulla luminosità: le stelle Cefeidi, usate già come riferimento dall’astronoma statunitense Henrietta Swan Leavitt all’inizio del Novecento, e le supernovae.

«Anche se questi due fenomeni possono sembrare non correlati, sono entrambi utilizzati dagli astronomi per misurare le vaste distanze degli oggetti astronomici. Sia le Cefeidi che le supernovae hanno luminosità prevedibili: calcolando quanto appaiono luminose osservandole dalla Terra, queste candele standard possono fornire misurazioni affidabili della distanza».

Recenti ricerche suggeriscono che anche i quasar, poiché nuclei galattici estremamente luminosi, potrebbero entrare nella squadra delle candele standard.

 

Crediti immagine in apertura: ESA, Hubble & NASA, D. Jones, A. Riess, R. Colombari