La sua posizione nel nostro sistema planetario e le caratteristiche del suo campo magnetico e della sua magnetosfera lo rendono particolarmente sensibile alle intemperanze del Sole: a subire questi fenomeni è Mercurio, protagonista di un nuovo studio pubblicato su Nature Astronomy incentrato su specifiche rilevazioni effettuate nel corso di un sorvolo di BepiColombo, missione Esa-Jaxa destinata allo studio di questo pianeta. BepiColombo, lanciata nell’ottobre 2018, vanta un significativo contributo del nostro paese: tra gli strumenti che ha a bordo, quattro sono italiani, sono stati finanziati dall’Agenzia Spaziale Italiana e rivestiranno un ruolo chiave nella fase scientifica della missione.
Lo studio di Nature Astronomy, coordinato dall’Università di Helsinki, si è basato sui dati acquisiti da Sixs (Solar Intensity X-ray and particle Spectrometer), un altro strumento della missione, progettato e realizzato da un consorzio finlandese. I dati in questione sono stati raccolti nel 2024, durante il quarto sorvolo di Mercurio: in quell’occasione, la sonda si è trovata ad appena 165 chilometri di distanza dal pianeta ed è riuscita a cogliere le conseguenze di un’eruzione solare, che lo aveva ‘bombardato’. Sixs, infatti, ha rilevato elettroni e protoni che, accelerati, avevano attraversato il debole campo magnetico di Mercurio. Dato che il pianeta non ha un’atmosfera significativa che possa proteggerlo, le particelle sono poi ricadute sulla sua superficie da cui hanno scalzato atomi e molecole, producendo radiazioni a raggi X.
Questi processi possono fornire agli scienziati informazioni utili sia per approfondire la composizione del ‘volto’ di Mercurio e la sua evoluzione, sia per migliorare la comprensione dei fenomeni di space weather anche per quanto riguarda il loro impatto sulla Terra. “Le osservazioni di Sixs – ha commentato Rami Vainio dell’Università di Turku, secondo autore dello studio e co-Principal Investigator dello strumento – ci aiutano a valutare come le particelle potenzialmente distruttive potrebbero raggiungere l’ambiente spaziale vicino alla Terra e la sua atmosfera durante le tempeste solari più intense”.
Lo scorso 3 settembre, BepiColombo ha raggiunto Mercurio e il suo modulo di trasferimento si è separato dai 2 orbiter scientifici, Mpo (Mercury Planetary Orbiter) dell’Esa e Mio (Mercury Magnetospheric Orbiter) della Jaxa. I due veicoli, il prossimo 21 novembre, faranno insieme il loro ingresso nell’orbita del pianeta.
In alto: Mercurio fotografato da BepiColombo durante il sorvolo del 4 settembre 2024 (Crediti: Esa)
📺 BepiColombo raggiunge Mercurio: guarda la videopillola su AsiTV ⬇️




