Dal semplice conto dei gradini della chiesa ai calcoli delle traiettorie dei voli lunari della Nasa, fino ai primi piani per le missioni su Marte: la vita straordinaria della matematica statunitense Katherine Johnson si è snodata fra questi estremi in un periodo in cui per le donne era estremamente difficile affermarsi negli studi e nel lavoro, soprattutto se di colore.

“Il mio viaggio spaziale – Le mie memorie” è l’autobiografia della celebre scienziata, la cui vicenda è stata resa nota al grande pubblico dal film “Il diritto di contare” (2016). Il volume, pubblicato recentemente da Hoepli, è caratterizzato da uno stile narrativo chiaro e gradevole e narra con dovizia di particolari – anche relativi alla vita familiare – il percorso difficile, ma nel complesso ricco di soddisfazioni, della Johnson che nel 2015 ha ricevuto la Medaglia presidenziale della libertà (uno dei massimi riconoscimenti civili negli Usa) per l’eccellenza della sua attività di ricerca.

Immergendosi nella lettura, sembra quasi di dialogare con una vecchia amica che racconta come ha affrontato le sfide e gli ostacoli senza far vacillare la sua forza di volontà o perdere il suo ottimismo: due ‘ingredienti’ che, dopo un inizio di carriera come insegnante, l’hanno portata alla Naca (National Advisory Committee for Aeronautics) – l’agenzia federale da cui, nel 1958, sarebbe nata la Nasa.

Entrata successivamente a far parte dell’organico della Nasa, la Johnson è stata appunto coinvolta nei programmi Apollo e Shuttle dando un fondamentale contributo; particolarmente appassionanti sono i capitoli 9 e 10, centrati sul lungo percorso che ha portato l’uomo sulla Luna con la missione Apollo 11.

Il tono della narrazione è sempre pacato ed equilibrato, anche nelle descrizioni dei momenti più difficili a causa delle discriminazioni o di eventi familiari luttuosi. Un tema chiave che si snoda lungo quasi tutto l’arco della narrazione è l’importanza dell’istruzione e della crescita personale: anche quando si è trovata a dover cambiare, scuola, università o incarico a causa delle rigide separazioni razziali dell’epoca, l’autrice – supportata da una famiglia amorevole – non si è mai persa d’animo, affrontando viaggi e distacchi pur di far emergere il valore di cui era consapevole. Un libro, quindi, che si configura come una vera e propria lezione di vita.

 

Katherine Johnson, “Il mio viaggio spaziale – Le mie memorie”

Editore Ulrico Hoepli Milano – € 22,90