Select Page

Piogge nel passato di Marte

Piogge nel passato di Marte

Marte non è sempre stato arido e secco come ora. Tre o quattro miliardi di anni fa, il clima sul pianeta rosso era completamente diverso e abbastanza caldo da provocare forti temporali favorendo la presenza di acqua corrente. Questo periodo sarebbe stato seguito da un altro più freddo, in cui l’acqua si sarebbe congelata, con conseguenti  implicazioni per lo sviluppo della vita. Lo afferma uno studio condotto dalla Purdue University grazie ai dati del Mars Reconnaisance Orbiter (Mro) e del rover Curiosity, presentato alla Goldschmidt Conference di Barcellona.

Gli scienziati sanno da tempo che l’acqua era abbondante nel passato di Marte ma non c’è ancora certezza sul fatto che fosse allo stato liquido o congelata all’interno del ghiaccio. Ora i ricercatori, hanno confrontato i modelli sui depositi di materiale terrestre e marziano e considerano possibile l’idea che Marte possa aver avuto abbondanza d’acqua sulla sua superficie.

«Abbiamo scoperto che c’erano periodi in cui la superficie di Marte era congelata e sappiamo che ce ne sono stati altri  in cui l’acqua scorreva liberamente ma non ne conosciamo la durata – spiega Briony Horgan autrice dello studio – non abbiamo mai inviato missioni in queste aree del pianeta, quindi dobbiamo utilizzare i modelli terrestri per capire ciò che potrebbe essere accaduto. I nostri  studi, sono basati sui cambiamenti climatici accaduti nel corso del tempo in zone come le cascate dell’Oregon, le Hawaii e l’Islanda: questi luoghi possono mostrarci in che modo il clima influenza il modello di deposito dei minerali come su Marte».

Simao al corrente che i mattoni della vita sulla Terra si sono sviluppati molto presto e che l’acqua che scorre è essenziale per lo sviluppo della vita. Trovare le prove delle presenza di acqua corrente nel passato di Marte aumenta la possibilità che la vita possa essersi sviluppata sul pianeta, più o meno quando è successo sulla Terra. Missioni come Mars 2020 della Nasa ed ExoMars 2020 dell’Esa potranno essere in grado di osservare da vicino i depositi minerali e dirci di più sulla condizioni presenti quando Marte era ancora giovane.

Autore

NEWSLETTER

iscrizione newsletter

Tweet spaziali

IL SITO DELL’ASI

ASITV

I PODCAST