Forse abbiamo scoperto un residuo di supernova sepolto nel gas attorno al centro della Via Lattea, un residuo tra i più vicini al buco nero supermassiccio ospitato nel centro galattico.
Grazie ai dati ai raggi X raccolti dai telescopi Chandra di Nasa e Xmm-Newton di Esa, un team internazionale di ricercatori, tra cui anche un italiano di Inaf, ha individuato un’area di emissione di raggi X vicino al centro galattico, la cui sorgente potrebbe coincidere con i resti di una stella massiccia esplosa come supernova. Distante circa 26.000 anni luce dalla Terra, questo residuo è situato in una zona affascinante e assai dinamica nel centro della nostra galassia: una bolla di gas attorno a una giovane stella massiccia situata all’interno di Sagittarius C; quest’ultima è una gigante nube molecolare nel cuore della Via Lattea e consiste in una massiccia nursery stellare a soli 300 anni luce dal supermassiccio nel centro galattico.

La ricerca, pubblicata su The Astrophysical Journal, suggerisce che, se la sorgente della emissione di raggi X individuata fosse davvero un residuo di supernova, questo resto si starebbe espandendo a circa 2,3 milioni di km all’ora e avrebbe almeno circa 1.700 anni.
Le prime prove dell’esistenza di guscio di gas in espansione che circonda la nube molecolare Sagittarius C erano giunte inizialmente dalla missione Sofia di Nasa, ora non più operativa, spingendo gli astronomi ad abbracciare l’ipotesi secondo cui in quel punto si fosse verificata un’esplosione stellare, ma senza aver mai individuato evidenze sufficienti per poterla confermare.
Tuttora esiste infatti una spiegazione alternativa, ovvero che questa area di emissione di raggi X possa coincidere al contrario con un ammasso di stelle massicce.
Gli autori del nuovo studio ritengono, tuttavia, che questa ipotesi sia poco probabile, dato che l’intensità dell’emissione a raggi X individuata è più di dieci volte superiore a quella di grandi ammassi stellari noti.

Tra gli autori dello studio, Zhenlin Zhu e Mark Morris dell’Università della California, Gabriele Ponti di Inaf e Ping Zhou dell’Università di Nanchino in Cina.

Immagine in evidenza: 
Immagine composita della regione di emissione raggi X individuata vicino al centro galattico della Via Lattea, realizzata con i dati di Chandra di Nasa e Xmm-Newton di Esa (mostrati in blu), nonché i dati radio del telescopio MeerKAT (mostrati in rosso) in Sudafrica.

Crediti:
Dati Raggi X: Nasa/Cxc/Ucla/Z. Zhu et al.; Esa/Xmm-Newton; Dati ottici: PanStarrs.
Dati Radio: MeerKAT; Dati infrarosso: Jwst; Nasa/Esa/Csa/StScI; Image Processing: Nasa/Cxc/Sao/L. Frattare and P. Edmonds

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