Buchi neri come ologrammi
E se i buchi neri fossero oggetti simili agli ologrammi? Ammassati in una superficie a due dimensioni capace di riprodurre un’immagine 3D: la proposta di due ricercatori italiani su Physical Review X
Per saperne di piùInserito da Giulia Bonelli
Pubblicato: 4 June, 2020
E se i buchi neri fossero oggetti simili agli ologrammi? Ammassati in una superficie a due dimensioni capace di riprodurre un’immagine 3D: la proposta di due ricercatori italiani su Physical Review X
Per saperne di piùInserito da Ilaria Marciano
Pubblicato: 4 June, 2020
Secondo un nuovo studio, il misterioso visitatore interstellare ha avuto origine nel cuore di una gigantesca e gelida nube molecolare
Per saperne di piùInserito da Fulvia Croci
Pubblicato: 4 June, 2020
Secondo uno studio condotto dall’Esa le prime galassie e le stelle si sono formate prima di quanto ipotizzato in precedenza
Per saperne di piùInserito da Giulia Bonelli
Pubblicato: 3 June, 2020
Record assoluto per il cubesat della Nasa Asteria, primo nanosatellite a identificare un esopianeta
Per saperne di piùInserito da Francesca Cherubini
Pubblicato: 3 June, 2020
Un nuovo studio potrebbe aver chiarito il mistero della temperatura della corona solare che sarebbe provocata da continue piccole esplosioni magnetiche sulla superficie del Sole
Per saperne di piùInserito da Fulvia Croci
Pubblicato: 3 June, 2020
Un team di astronomi dell’Università del Wisconsin ha misurato per la prima volta le bolle di Fermi nello spettro della luce visibile. Le bolle – scoperte nel 2010 dall’omonimo telescopio della Nasa – sono strutture enormi che emettono radiazioni gamma e si estendono per cinquantamila anni luce, sopra e sotto il disco della Via Lattea. L’osservazione nella luce […]
Per saperne di piùInserito da Ilaria Marciano
Pubblicato: 3 June, 2020
L’orbita inclinata della luna marziana Deimos potrebbe essere spiegata dalla presenza passata di un anello di Marte
Per saperne di piùInserito da Valeria Guarnieri
Pubblicato: 3 June, 2020
Oltre tre milioni di anni fa, l’elusivo oggetto celeste ha prodotto un’intensa esplosione di cui il telescopio Hubble è riuscito a cogliere le tracce. Studio di prossima pubblicazione, presentato al 236° convegno dell’American Astronomical Society
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