Siamo abituati a vedere Marte nei suoi caratteristici toni rossastri, con sfumature ocra, rosso e marrone dovute soprattutto alla forte presenza di ferro ossidato. Ma la superficie del Pianeta Rosso può mostrare una tavolozza molto più ampia. È ciò che si può ammirare nella nuova immagine acquisita con la High Resolution Stereo Camera (Hrsc) a bordo della sonda Mars Express dell’Esa, dove il paesaggio assume una sorprendente tonalità rosa-violacea, accompagnata da aree bianche e azzurre.
Al centro della scena si trovano le Thyles Rupes, (Thyles è riferito a Thule, il luogo leggendario che nella geografia classica si trovava oltre i confini del mondo conosciuto). È una formazione meridionale di alture, nella regione prossima al polo sud, caratterizzata da imponenti scarpate rocciose che in alcuni punti superano il chilometro di altezza.

L'immagine delle colline di ghiaccio vicino al polo sud marziano, realizzata usando i dati raccolti dalla sonda Mars Express nel frebbraio scorso (Crediti: Esa/Dlr/Fu Berlin)

L’immagine delle colline di ghiaccio vicino al polo sud marziano, realizzata usando i dati raccolti dalla sonda Mars Express nel febbraio scorso (Crediti: Esa/Dlr/Fu Berlin), clicca all’interno per passare alla versione ad alta risoluzione

Il caratteristico colore violaceo dell’intero paesaggio nasce dalla combinazione di diversi fattori: la luce del mattino, la polvere sospesa nell’atmosfera, la brina che ricopre il terreno e le aree in cui ghiaccio e polvere si sono mescolati. L’atmosfera marziana, inoltre, può variare sensibilmente nel tempo e contribuire a modificare l’aspetto cromatico delle immagini.
La luce solare arriva dal basso dell’immagine, cioè da est, e questo può anche modificare la nostra percezione della topografia. La regione ghiacciata nell’angolo inferiore sinistro, per esempio, può sembrare una depressione, ma è un rilievo.

A determinare le tonalità più scure sono materiali di origine vulcanica, ricchi di minerali femici come olivina e pirosseno. Sono gli stessi minerali che sulla Terra sono presenti in abbondanza nel mantello, lo strato roccioso che si trova al di sotto della crosta.
Le aree più chiare hanno invece un’origine diversa. Sono ricoperte da depositi ghiacciati di anidride carbonica, che in questa regione riescono a persistere anche durante la primavera marziana, la stagione in cui è stata acquisita l’immagine. Le loro tonalità tendenti al blu sono visibili sia sulle dune sia all’interno dei crateri. In basso a sinistra si distingue inoltre una porzione di un ghiacciaio, parte della calotta glaciale meridionale di Marte.

Una mappa topografica della regione di Thyles Rupes. Le parti colorate nelle tonalità blu o violacee sono quelle meno elevate. Al contrario, quelle rossastre fino a sfumare al marrone-bianco, sono le zone che raggiungono altitudini anche di 5000 metri, come descritto nella scala in alto a destra(Crediti: Esa/Dlr/Fu Berlin)

Una mappa topografica della regione di Thyles Rupes. Le parti nelle tonalità blu o violacee sono quelle meno elevate. Al contrario, quelle rossastre, fino a sfumare al marrone-bianco, sono le zone più elevate e raggiungono quote anche di 5000 metri, come mostrato nella scala in alto a destra (Crediti: Esa/Dlr/Fu Berlin)

Oggi Marte non presenta una tettonica attiva come quella terrestre. Le strutture che osserviamo sulla sua superficie sono quindi la testimonianza di processi che si sono verificati miliardi di anni fa. Thyles Rupes si trova in un territorio disseminato di crateri da impatto. L’analisi di questi ultimi aiuta gli studiosi a ricostruire la sequenza degli eventi che hanno modellato il paesaggio. Alcuni crateri, infatti, sono interrotti dalle scarpate: questo dimostra che si erano già formati quando Thyles Rupes è comparsa. Altri, invece, si trovano sopra le scarpate e sono quindi successivi. La sovrapposizione di queste strutture permette di distinguere momenti diversi della storia geologica della regione.

Ricostruzione tridimensionale delle immagini catturate con la fotocamera Hsrc del Mars Express. In primo piano, in basso, è ben visibile la zona delle dune (crediti Esa/Dlr/Fu Berlin)

Ricostruzione tridimensionale delle immagini catturate con la fotocamera Hsrc del Mars Express. In primo piano, in basso, è ben visibile la zona delle dune (crediti Esa/Dlr/Fu Berlin)

Nel paesaggio compaiono anche numerose dune, si possono vedere le loro tracce sopra una vasta area bianca visibile nella parte inferiore destra dell’immagine. Sono state create dai venti marziani, che hanno trasportato la sabbia sulla superficie del pianeta, modellandola in forme differenti. Tra queste si riconoscono dune longitudinali e trasversali, orientate rispettivamente parallelamente o perpendicolarmente alla direzione del vento, oltre a creste barcanoidi dalla caratteristica forma a falce.

Queste immagini suggestive, e allo stesso tempo utili per lo studio delle geografie del Pianeta Rosso, sono state ottenute con la fotocamera ad alta risoluzione Hrsc, uno degli otto strumenti scientifici installati a bordo della sonda Mars Express. Lo strumento non ha soltanto permesso di osservare Marte a colori, ma anche in tre dimensioni, offrendo una prospettiva più dettagliata e comprensibile della topografia e della varietà della superficie del pianeta.
La sonda Marx Express è stata lanciata il 2 giugno 2003 dal cosmodromo di Baikonur, con un razzo Soyuz/Fregat, e ha raggiunto Marte il 25 dicembre 2003. È stata la prima missione europea verso un altro pianeta e percorre un orbita quasi polare (inclinazione 86°) con un periodo di 6,7 ore.

Mars Express, inoltre, vanta un significativo contributo italiano. Infatti, tra gli strumenti imbarcati sulla sonda, l’Agenzia Spaziale Italiana ne ha forniti due a Pi nazionale: lo spettrometro di Fourier Pfs per lo studio dell’atmosfera e il radar subsuperficiale Marsis (Mars Advanced Radar for Subsurface and Ionosphere Sounding), realizzato con il contributo del Jpl della Nasa. Inoltre, fanno parte del contributo italiano la parte visibile, Vnir, dello spettrometro Omega (con Pi francese) e l’elettronica dello strumento di imaging di atomi neutri energetici Aspera. È italiano anche uno degli scienziati interdisciplinari, Ids, e ci sono scienziati italiani anche nel team della già citata fotocamera Hrsc.

Guarda anche un video che racconta il sorvolo di Marx Express sulla regione di Terra Sirenum: 👉

Immagine in cima alla pagina: ricostruzione artistica della sonda Esa Mars Express mentre sorvola Marte
Crediti: Esa-D. Ducros

 

 

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