È stata una carezza all’atmosfera terrestre il secondo flyby della Terra effettuato da Juice. Lanciata nel 2023 e attualmente in viaggio per raggiungere Giove nel 2031, la missione dell’Esa, con una forte partecipazione italiana, ha realizzato il 28 settembre un passaggio ravvicinato di successo con il nostro pianeta, scattando una serie di immagini con le sue fotocamere di monitoraggio di bordo.

Quando in Italia erano le 13.45, Juice si è spinta fino a 8640 chilometri dalla superficie terrestre, passando sopra l’Oceano Indiano. Come il suo precedente flyby terrestre, il primo sorvolo combinato Luna-Terra effettuato nell’agosto 2024, anche il passaggio ravvicinato di ieri ha permesso a Juice di sfruttare la gravità del nostro pianeta per modificare la propria traiettoria verso Giove con un consumo minimo di propellente. Il sorvolo ha deviato la traiettoria di Juice di 20 gradi rispetto al percorso precedente e ne ha aumentato la velocità di 3,5 chilometri al secondo.

«Il flyby ha richiesto una navigazione estremamente precisa in tempo reale. Grazie alla nostra attenta pianificazione, abbiamo utilizzato solo una piccola quantità del propellente riservato a questo sorvolo», afferma Angela Dietz, responsabile delle operazioni della sonda Juice.

La sonda si è presentata all’appuntamento con la Terra in maniera impeccabile: Juice si trovava, infatti, esattamente sulla traiettoria di avvicinamento ideale per sfruttare al meglio la gravità terrestre. Nelle quattro settimane precedenti al flyby, gli operatori della missione hanno di fatto dovuto impartire a Juice una sola piccola correzione, nonostante fossero sei le opportunità previste per eventuali modifiche. La campagna di navigazione era iniziata il 17 agosto e proseguirà fino al 10 ottobre.

Finalizzato a modificare la traiettoria di Juice, il flyby è stato anche una nuova opportunità per mettere alla prova i suoi strumenti scientifici su una superficie reale nello spazio. La prima era stata offerta dalla manovra di gravity assist sfruttando il sistema Luna-Terra nel 2024, mentre la seconda dalle osservazioni della cometa 3I/Atlas nel 2025.

In occasione del nuovo flyby terrestre, i 10 strumenti scientifici a bordo di Juice, di cui quattro italiani, sono stati attivati per raccogliere dati sulla Terra e sulla Luna e per calibrare la strumentazione. Si tratta di un passaggio importante in vista della fase scientifica della missione nel sistema di Giove, quando gli strumenti dovranno osservare da vicino le sue lune ghiacciate.
L’Agenzia Spaziale Italiana, insieme alla comunità scientifica e industriale nazionale, ha realizzato tre dei dieci strumenti di Juice: il radar Rime, la camera Janus e lo strumento di radio-scienza 3gm. A questi si aggiunge Majis, lo spettrometro a guida francese alla cui realizzazione l’Italia partecipa attraverso un accordo tra Asi e Cnes.

Tra le attività previste in occasione del passaggio ravvicinato alla Terra c’è stata anche l’osservazione della magnetocoda terrestre, la regione del campo magnetico del nostro pianeta che si estende per milioni di chilometri sul lato opposto rispetto al Sole. Juice l’ha attraversata per diversi giorni, raccogliendo misure dei campi magnetici e delle particelle cariche in questa regione distante dal nostro pianeta.

Le osservazioni di Juice potranno inoltre essere messe in relazione con quelle effettuate da Smile, missione realizzata da Esa in collaborazione con la Cina. Mentre Juice studia la magnetocoda, Smile osserva le regioni più vicine alla Terra, monitorando le aurore e misurando campi magnetici e particelle. I dati delle due missioni permetteranno così di collegare ciò che accade nella lontana coda magnetica con i fenomeni che si verificano nelle regioni polari terrestri.

I dati scientifici raccolti durante il sorvolo saranno analizzati nei prossimi mesi. Esa prevede di pubblicare nelle prossime settimane alcune immagini ottenute, comprese quelle ad alta risoluzione di Terra e Luna realizzate da Janus.

Intanto Juice ha di fronte a sé ha ancora diversi importanti passi lungo il suo viaggio verso Giove. Il prossimo e ultimo appuntamento con la Terra è previsto nel gennaio 2029, quando la sonda effettuerà il suo terzo flyby del nostro pianeta. Sarà l’ultima spinta gravitazionale necessaria per indirizzare Juice verso la destinazione finale che raggiungerà nel 2031.

Il cammino verso Giove durerà in totale otto anni e si basa su diverse manovre di assist gravitazionale per aumentare la velocità della sonda e indirizzarla verso il pianeta. Una volta in orbita attorno a Giove, Juice effettuerà 35 sorvoli di Ganimede, Callisto ed Europa, tre grandi lune gioviane che ospitano oceani sotterranei, prima di modificare la propria traiettoria per entrare in orbita attorno a Ganimede, la sua destinazione finale.

Immagine in apertura: la Terra vista dalla monitoring camera 1 (Jmc1). Crediti: Esa/Juice/NavCam

 

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