Torna in scena Starliner, la capsula della Boeing che, nel 2024, durante il primo volo di prova con equipaggio, aveva avuto problemi tecnici tali da costringere gli astronauti Suni Williams e Butch Wilmore della Nasa a un soggiorno sulla Stazione Spaziale Internazionale (Iss) molto più prolungato rispetto ai piani. La loro permanenza, durata ben 9 mesi contro gli 8 giorni previsti inizialmente, si è conclusa con esito positivo a marzo 2025, rientrando a Terra con la missione Crew-9 di SpaceX.

La navetta Starliner è stata poi al centro di una lunga indagine, mirata a comprendere le cause che hanno portato all’incidente, classificato come ‘Tipo A’ e attribuito sia a problemi tecnici che organizzativi. Lo scorso 28 settembre Starliner è stata appunto protagonista di una conferenza stampa in cui Nasa e Boeing hanno fornito aggiornamenti sulla prosecuzione della loro collaborazione nell’ambito del volo umano. L’ente spaziale americano sta supportando la storica azienda aeronautica nella realizzazione delle modifiche necessarie per consentire alla capsula di riprendere i voli con equipaggio: Nasa, infatti, ha annunciato una variazione da 359 milioni di dollari al contratto in essere con Boeing nell’ambito del programma Commercial Crew Transportation Capability (CCtCap).

Boeing ha risolto 19 delle 21 anomalie rilevate durante le indagini e conta di concludere le attività sulle due rimanenti entro il mese prossimo. Nasa e Boeing, inoltre, hanno concordato di svolgere dei lavori aggiuntivi, che hanno comportato una modifica al contratto: tra di essi, la sostituzione delle valvole nei propulsori del modulo dell’equipaggio e la nuova progettazione di una valvola ‘a fungo’ utilizzata nei propulsori del sistema di controllo in assetto. A valle di questo processo di revisione, Starliner dovrà essere sottoposta a un nuovo test di volo senza equipaggio, che è previsto per dicembre o gennaio.

La Nasa si sta occupando anche del vettore destinato a Starliner: l’agenzia spaziale statunitense, infatti, intende supportare Boeing e il provider di servizi di lancio United Launch Alliance (joint venture tra tra Lockheed Martin Space e Boeing Defense, Space & Security) nella certificazione del Vulcan Centaur come lanciatore alternativo per la capsula. Starliner, infatti, è stata progettata per essere lanciata con Atlas 5, vettore non riutilizzabile di classe media di cui però sono rimasti solo sei esemplari, peraltro già riservati a questa navetta.

Per tutti questi motivi, la Nasa prevede che la prossima missione con equipaggio dovrebbe partire non prima del 2028. La missione, denominata Starliner-2, avrà come comandante l’astronauta Woody Hoburg della Nasa, che ha già iniziato l’addestramento; gli altri componenti dell’equipaggio saranno nominati nei mesi immediatamente antecedenti al volo. Con il supporto alla Boeing per Starliner, l’ente spaziale americano intende dunque disporre di un altro veicolo per i collegamenti con la Iss, oltre alle capsule Crew Dragon di SpaceX.

In alto: la capsula Starliner agganciata al modulo Harmony della Iss (Crediti: Nasa) 

 

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