Hanno superato positivamente il periodo di test e ora sono entrati nel pieno dell’attività, iniziando a fornire i loro servizi di navigazione agli utenti finali: sono i due nuovi satelliti della grande ‘famiglia’ del programma Galileo. Si tratta dei componenti chiamati Sat 33 e Sat 34 che, lanciati lo scorso 17 dicembre dallo spazioporto europeo di Kourou (Guyana francese), hanno poi raggiunto la loro destinazione a un’altitudine di 23.222 chilometri e sono stati appunto dichiarati operativi.

La coppia è stata portata nello spazio da Ariane 6 ed è stata la prima volta in cui questo vettore è stato utilizzato per un lancio di satelliti Galileo; in precedenza, le altre unità della costellazione avevano spiccato il volo con Soyuz, Ariane 5 e Falcon 9. Il programma Galileo ha quindi il primato di essere l’unico in cui quattro lanciatori differenti hanno ‘accompagnato’ in orbita satelliti di massa identica.

Il periodo di prova dei componenti 33 e 34 è stato seguito dai tecnici del Gcc-D (Galileo Control Centre, in Germania), che li hanno preparati per giungere poi al momento dell’avvio del servizio operativo. In particolare, sotto la responsabilità della Euspa (Eu Agency for the Space Programme), il team del centro di controllo ha sottoposto a commissioning i sottosistemi essenziali dei due satelliti, che sono stati poi puntati verso la Terra, e ha avviato le procedure per portarli verso la loro posizione all’interno della costellazione.

All’inizio del 2026, la coppia satellitare ha effettuato la prima trasmissione del payload alla stazione di test, collocata presso il centro Esec (European Space Security and Education Centre) dell’Esa in Belgio. Le attività successive hanno visto, tra le altre, la configurazione e la validazione di carico utile, orologi atomici, transponder e funzioni di sicurezza. Con l’autorizzazione all’entrata in servizio di 33 e 34, rilasciata dallo Space Programme Security Accreditation Board dell’Unione Europea, è stato completato il dispiegamento dei due satelliti.

Progettato dall’Unione Europea e dall’Esa con un importante contributo dell’Agenzia Spaziale Italiana, Galileo ha iniziato la sua operatività nel 2016 e ha enormi potenzialità di impiego in numerosi settori, dall’energia ai trasporti, dall’agricoltura alla finanza.

In alto: elaborazione artistica di alcuni satelliti Galileo (Crediti: Esa) 

 

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