La sua permanenza nello spazio si concluderà tra poche settimane, ma, anche se condizionata da alcuni problemi tecnici, la sua missione sta acquisendo dati preziosi sulle tecnologie di manutenzione in orbita (Ios, In-Orbit-Servicing): stiamo parlando di Link, la sonda sviluppata da Katalyst Space Technologies per andare in soccorso dell’osservatorio Neil Gehrels Swift della Nasa.
L’osservatorio, che vanta un’importante partecipazione dell’Agenzia Spaziale Italiana e dell’Istituto Nazionale di Astrofisica, è attivo dal 2004 per studiare i gamma ray burst (Grb) e la lunga permanenza nello spazio ha prodotto il decadimento della sua orbita. Il compito di Link, quindi, sarebbe stato la correzione dell’orbita di Swift cui avrebbe dovuto dare una ‘spinta’ per ricollocarlo ad un’altitudine corretta, superiore ai 300 chilometri.
Il ‘carro attrezzi’ spaziale, che avrebbe dovuto agganciare Swift con i suoi bracci robotici, è stato lanciato lo scorso 3 luglio ed è riuscito ad avvicinarsi all’osservatorio a una distanza compresa tra 12 e 15 chilometri. Tuttavia, alcuni problemi di assetto hanno comportato l’utilizzo dei propulsori di Link con il conseguente consumo del propellente che era riservato alla fase di rilancio. La Nasa e Katalyst, in un recente comunicato, hanno dichiarato che non saranno effettuati altri tentativi di rilancio in orbita e che la sonda rimarrà attiva per altre due o tre settimane prima di rientrare nell’atmosfera.
In questo tempo rimanente Katalyst continuerà a utilizzare Link come strumento di test per tecnologie e procedure di manutenzione in orbita, soprattutto per quanto riguarda le operazioni di rendez-vous e il funzionamento dei sistemi della sonda.
Intanto, la Nasa ha riattivato due dei tre strumenti scientifici di Swift, spenti a inizio 2026 per rallentare il decadimento orbitale, in modo tale da massimizzare la sua vita operativa. L’osservatorio al momento si trova a una quota di 335 chilometri e potrà essere attivo fino a quando si manterrà al di sopra della soglia di 300 chilometri.
In alto: la sonda Link (Crediti: Katalyst Space Technologies)




