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L’asteroide Apophis passerà il 13 aprile 2029 a soli 32mila chilometri dalla Terra: un evento che, pur non comportando alcun rischio di impatto, rappresenta un’occasione unica per studiare da vicino il comportamento di questi corpi celesti.
L’Agenzia Spaziale Europea (Esa) e l’Agenzia Spaziale Giapponese (Jaxa) non hanno voluto perdere questa opportunità e, lo scorso 7 maggio, hanno ufficializzato un Memorandum di Cooperazione per la difesa planetaria e un accordo dedicato alla missione Ramses, destinata proprio a osservare l’asteroide Apophis durante il suo raro passaggio ravvicinato.

Con un diametro di circa 375 metri, l’asteroide passerà a circa un decimo della distanza Terra-Luna e più vicino dei satelliti in orbita geostazionaria. Un evento che, per un oggetto di queste dimensioni, si verifica mediamente una volta ogni 5mila–10mila anni.

L’accordo con cui le due agenzie hanno unito le forze per la difesa planetaria è stato firmato dal Direttore Generale dell’Esa, Josef Aschbacher, e dal Presidente della Jaxa, Hiroshi Yamakawa, presso l’Ambasciata d’Italia a Berlino, durante un evento organizzato in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Italiana, a testimonianza del ruolo centrale dell’industria nazionale nella missione Ramses.
L’intesa arriva sei mesi dopo l’approvazione della missione durante la ministeriale Esa del novembre 2025 e pochi giorni dopo la selezione di Ohb Italia da parte dell’agenzia europea come prime contractor del programma.

L’azienda italiana guiderà la progettazione, l’integrazione e la consegna del veicolo spaziale sotto la supervisione dell’Esa. Jaxa fornirà invece elementi chiave della missione, tra cui i pannelli solari leggeri del veicolo, una camera a infrarossi, e si occuperà del lancio tramite il razzo H3, atteso nell’aprile 2028.

Il rendez-vous di Ramses con Apophis è previsto per febbraio 2029, circa due mesi prima del massimo avvicinamento alla Terra, consentendo alla sonda di accompagnare l’asteroide durante tutto il flyby fino ad agosto 2029.

Da una distanza di circa un chilometro, Ramses osserverà come la gravità terrestre alteri forma, superficie, rotazione e movimento dell’asteroide. Confrontando le misurazioni effettuate prima e dopo il passaggio ravvicinato, gli scienziati potranno ottenere informazioni fondamentali sulla struttura, la composizione e il comportamento degli asteroidi, dati preziosi per eventuali future missioni di deviazione.

Immagine in evidenza: rappresentazione artistica della missione Ramses. Crediti: Esa