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Sono piccoli corpi celesti che condividono la stessa orbita di un pianeta, ma senza il rischio di impatti perché orbitano intorno agli stabili punti lagrangiani L4 e L5: si tratta degli asteroidi troiani, compagni di viaggio dei pianeti del Sistema Solare esterno (in particolare Giove, Marte e Nettuno) e, in misura minore, anche della Terra.

I troiani che accompagnano Giove sono al centro di un recente studio di The Astronomical Journal, mirato a indagarne l’origine e l’evoluzione: questi corpi, infatti, sono ritenuti di grande importanza per studiare l’antico Sistema Solare, di cui sarebbero dei ‘fossili’. La ricerca, coordinata dalla University of Occupational and Environmental Health di Kitakyusyu (Giappone), si è basata sui dati acquisiti dal telescopio Subaru con la fotocamera a campo largo Suprime-Cam e relativi a 120 asteroidi; nello specifico, lo strumento ha osservato la regione di spazio situata a circa 60° davanti a Giove.

La ‘famiglia’ di asteroidi che accompagna il colosso del Sistema Solare è suddivisa in due categorie che, pur coesistendo nella stessa regione orbitale, potrebbero essersi formate in regioni diverse. La categoria meglio documentata, perché oggetto di precedenti studi, è quella dei troiani grandi che a loro volta sono suddivisi in due gruppi a seconda delle proprietà di riflettanza (‘D’ – colore rosso e ‘P/C’ – colore meno rosso).

Gli studiosi si sono quindi centrati sui troiani più piccoli e sulle loro tinte e, grazie ai dati della Suprime-Cam, hanno ricavato nuovi dettagli per verificare eventuali connessioni tra il colore e le dimensioni. Gli asteroidi più piccoli, pur essendo tendenzialmente frammenti di corpi progenitori più vasti, sono stati meno esposti a ulteriori processi di modifica e quindi hanno maggiori probabilità di aver conservato tracce della loro origine. L’esito delle osservazioni della Suprime-Cam, svolte nel 2017 quando lo strumento stava per andare in ‘pensione’, ha mostrato che i troiani più piccoli non hanno una netta suddivisione tra gruppi di colore diverso come i loro colleghi più grandi: nel loro caso, infatti, quelli del tipo ‘meno rosso’ sono più abbondanti. Gli astronomi, infine, hanno notato che non c’è dipendenza dal colore nella distribuzione nelle dimensioni dei troiani di Giove: questo dato mette in discussione un’ipotesi precedente relativa alla frammentazione degli asteroidi rossi in corpi più piccoli meno rossi e suggerisce che entrambe le popolazioni siano soggette a processi di collisione simili.

Gli autori ritengono che questo studio aggiunga un nuovo tassello alle ricerche su origini ed evoluzione dei troiani di Giove e che ulteriori dettagli potranno provenire da missioni in corso come Lucy della Nasa, lanciata nel 2021 e destinata appunto allo studio degli asteroidi troiani.

In alto: elaborazione artistica dei troiani di Giove (Crediti: Nasa/Jpl-Caltech)