Proseguono al Kennedy Space Center, in Florida, i preparativi per il lancio di Artemis 3: la prossima missione del programma della Nasa che testerà in orbita terrestre bassa le operazioni e le tecnologie necessarie alle future missioni di allunaggio.
I tecnici hanno completato l’assemblaggio dei segmenti dei due booster a propellente solido del razzo Space Launch System (Sls) sulla piattaforma mobile di lancio e installato tutti e quattro i motori RS-25 sullo stadio centrale.
Nelle prossime settimane, lo stadio centrale verrà collegato ai due booster laterali, completando la configurazione denominata short stack. Si tratta di una versione parziale del razzo da utilizzare per una delle prossime tappe della preparazione al lancio: una prova di rifornimento dei serbatoi, prevista nei prossimi mesi. Per effettuarla, la Nasa trasferirà il razzo dal Vehicle Assembly Building alla rampa 39B del Kennedy Space Center. Qui le squadre di lancio si eserciteranno nelle procedure e nelle tempistiche necessarie al caricamento dei propellenti, verificando le operazioni che dovranno essere eseguite in vista della missione.
Nel frattempo, proseguono anche i lavori sulle infrastrutture della rampa. In particolare, è in corso il ripristino del deflettore di fiamma, che aveva riportato lievi danni durante il lancio di Artemis 2, avvenuto lo scorso primo aprile. Il rivestimento in mattoni del canale di deflusso dei gas di scarico è invece rimasto intatto: i miglioramenti apportati alle infrastrutture dopo i danni provocati dal lancio di Artemis 1, nel 2022, si sono dimostrati efficaci.
Anche la capsula Orion è stata sottoposta a una serie di verifiche. Recentemente, gli ingegneri dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa) e di Airbus hanno ispezionato le ali dei pannelli solari del modulo di servizio europeo, un componente fondamentale della navicella. Il modulo fornisce infatti la propulsione, l’energia elettrica e il controllo termico necessari al funzionamento di Orion, oltre all’aria e all’acqua destinate agli astronauti.
Al Marshall Space Flight Center, in Alabama, è stata inoltre completata la struttura primaria dello spacer, un componente che riproduce le dimensioni dello stadio superiore del razzo. Prosegue anche la preparazione di due adattatori strutturali, precedentemente utilizzati per i test e ora in fase di conversione per il volo. La spedizione di questi componenti al Kennedy Space Center è prevista all’inizio del prossimo anno.

L’equipaggio di Artemis 3 al Johnson Space Center, davanti alla capsula Orion (Crediti: Nasa/Bill Stafford)
Parallelamente ai lavori sul razzo e sulla navicella, continua l’addestramento dell’equipaggio di Artemis 3, composto dagli astronauti della Nasa Randy Bresnik, Frank Rubio e Andre Douglas e dall’astronauta italiano dell’Esa Luca Parmitano.
Durante la permanenza del razzo sulla rampa 39B, i quattro astronauti parteciperanno a una simulazione delle operazioni del giorno del lancio. Dopo aver indossato le tute spaziali, raggiungeranno la piattaforma mobile e percorreranno le vie di evacuazione previste in caso di emergenza durante il conto alla rovescia.
L’equipaggio ha già affrontato diverse esercitazioni, tra cui l’evacuazione da una cabina di elicottero capovolta e sommersa, le operazioni di recupero in mare con gli elicotteri della Marina militare statunitense e le procedure di emergenza a bordo di Orion, indossando le tute spaziali Orion Crew Survival System.

Alcuni campioni di cibo da far assaggiare agli astronauti per conoscere i loro gusti in vista del soggiorno in orbita bassa
(Crediti: Nasa/Helen Arase Vargas)
La preparazione riguarda anche la vita quotidiana nello spazio. Gli astronauti hanno provato un dispositivo compatto per l’attività fisica, capace di simulare un vogatore e consentire esercizi aerobici e di resistenza. Presso lo Space Food Systems Laboratory della Nasa, a Houston, hanno inoltre assaggiato quasi 200 alimenti per scegliere quelli da portare in missione.
A settembre, l’intero equipaggio di Artemis 3, insieme agli astronauti di riserva, ha visitato il Kennedy Space Center, in Florida, per osservare da vicino i preparativi della missione. Gli astronauti hanno potuto osservare la loro capsula Orion (foto sopra), i booster già assemblati sulla piattaforma mobile e lo stadio centrale dell’Sls nelle ultime fasi di preparazione prima dell’integrazione.
La missione Artemis 3, prevista nel 2027, sarà dedicata a una serie di dimostrazioni tecnologiche in orbita terrestre bassa, tra cui le prove di rendezvous e attracco tra Orion e uno o entrambi i sistemi commerciali di allunaggio sviluppati da SpaceX e Blue Origin. Questi test rappresenteranno un passaggio fondamentale in vista di Artemis 4, che punta a riportare gli astronauti sulla superficie lunare.
Guarda un video che mostra immagini mozzafiato della Terra e della Luna ottenute durante la missione Artemis 2 👉
Immagine in cima alla pagina: Tecnici del Kennedy Space Center con uno dei quattro motori Sl-25 da montare sullo stadio centrale del lanciatore Sls dedicato ad Artemis 3.Crediti: Nasa/Clayton Rougelot
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