Anche nel 2026 il buco dell’ozono risulta essere più esteso della sua media stagionale, con una estensione superiore alla superficie dell’Antartide.
Lo strato di ozono nella stratosfera funge per la vita sulla Terra come uno scudo che blocca le nocive radiazioni ultraviolette del Sole.
Negli ultimi decenni, le emissioni umane di sostanze chimiche in grado di distruggere le molecole di ozono hanno però indebolito questo strato.
Il fenomeno è molto evidente sull’Antartide dove stagionalmente si forma il cosiddetto buco dell’ozono, la cui massima estensione giunge ogni anno tra settembre e ottobre.
Nel 2026 già a fine agosto la sua estensione risultava superiore a quella dell’Antartide arrivando il 12 settembre a 25 milioni di km², 5 milioni in più rispetto alla media stagionale.
Il buco ha siglato il suo record di estensione il 9 settembre 2006, con 29,6 milioni di km².
Negli ultimi anni si sta quindi registrando un progressivo recupero dello strato di ozono.
Il livello di ozono è controllato costantemente dal Copernicus Atmosphere Monitoring Service che combinando dati satellitari e modelli numerici monitora la composizione dell’atmosfera globale.




