“Ritorno sulla Luna. Dal sogno dell’Apollo alla sfida di Artemis” di Paolo Attivissimo è un fermo immagine sulla capacità umana di abitare la Luna nei prossimi anni, in uno scenario geopolitico cambiato rispetto alle prime missioni lunari. Prestigio politico e business hanno da sempre caratterizzato le imprese spaziali. Le missioni umane di conquista della Luna rientrano a pieno titolo in quella che il filosofo Matteo Vegetti definisce “la rivoluzione spaziale”, paragonabile solo a quella che, all’epoca della conquista degli oceani, ha fatto sorgere l’età moderna.

Una pari complessità si presenta per la nuova sfida di abitare la Luna: sfruttare le sue terre “rare” per risorse energetiche locali, approvvigionarsi di cibo per consentire la stabile permanenza umana sulla superficie selenica. Metodi e approcci diversi, molto ben argomentati da Attivissimo, mettono a confronto lo sforzo tecnologico di imprese statunitensi, quindi del programma Artemis e del precedente Apollo, con il programma lunare cinese: chi vincerà la sfida? E perché non vi siamo ancora tornati da più di 50 anni? Non si tratta solo d’investimenti ingenti. L’impresa è ardua perché se raggiungere la Luna è stato difficile, viverla lo è ancora di più.

Tra i più grandi satelliti rispetto al proprio pianeta nel Sistema Solare, la Luna presenta un ambiente ostile: una gravità pari a un sesto di quella terrestre, tanta polvere, quasi senza aria ma non in un vuoto assoluto, con sassaiole imprevedibili perché, con la bassa gravità, i detriti da impatto possono scagliarsi a centinaia di chilometri di distanza, cielo nerissimo anche di giorno e molte altre curiosità ben raccontate nel libro. I programmi lunari Artemis e cinese si differenziano sotto molti aspetti, scientifici e tecnologici. Senza prendere posizioni, Attivissimo descrive lo stato dell’arte: «La concezione e lo svolgimento di una missione spaziale lunare cinese sono relativamente semplici: un solo tipo di lanciatore, un solo tipo di veicolo per portare gli astronauti alla Luna e riportarli a casa, e un solo veicolo di allunaggio. Una semplicità che potrebbe rivelarsi vincente».

La lettura diventa interessante e persino ironica quando, nel descrivere cosa indosseranno gli astronauti una volta stabilizzati sul suolo lunare, ci troviamo a poter gustare le differenze di tecnologie e approcci studiati per i futuri avamposti umani, allietati anche dalle illustrazioni, volutamente in bianco e nero e presenti in ciascun capitolo. Certo, del programma cinese non si conoscono i dettagli, che spesso fanno la differenza: nel caso delle tute i comunicati cinesi parlano di «articolazioni progettate per la gravità ridotta» e «di materiali che forniscono una protezione efficace contro l’ambiente termico lunare e gli impatti» senza specificare come siano fatte queste articolazioni o quale siano i materiali. Corredato da schede tecniche sui diversi lanciatori per tornare sulla Luna, l’opera, malgrado alcuni aggiornamenti del programma Artemis dopo la sua pubblicazione, resta una lettura di grande valore per chi segue l’impresa lunare che, come ciascuna impresa dell’umanità, non è al riparo dagli «umori molto terreni».

Paolo Attivissimo “Ritorno sulla Luna. Dal sogno dell’Apollo alla sfida di Artemis” – Apogeo Editore