Un ritardo ferroviario è una situazione che si verifica piuttosto di frequente e può essere dovuto a vari fattori, tra cui i più comuni sono guasti tecnici, lavori, maltempo e congestione del traffico. Quasi due secoli fa, però, il ritardo di un convoglio che era in partenza dalla stazione di Exeter (Devon, Regno Unito) non era ascrivibile a cantieri o a eventi climatici estremi ma a un’insidia che aveva messo in luce la fragilità delle tecnologie emergenti all’epoca: una tempesta solare, che aveva causato interferenze con i sistemi telegrafici di segnalazione per determinare se la linea ferroviaria fosse libera o meno.

Il ritardo di questo treno, che fu complessivamente di 16 minuti, e la sua corretta datazione al 1848 sono al centro di un nuovo studio di Space Weather, rivista scientifica dell’American Geophysical Union dedicata all’analisi dei fenomeni solari e della loro interazione con l’ambiente del nostro pianeta. Lo studio, coordinato dalla Scuola di Fisica e Astronomia dell’Università di Lancaster, si è basato su una pluralità di fonti: resoconti storici di osservazioni solari e aurore boreali, giornali e orari ferroviari dell’epoca e dati geomagnetici digitalizzati.

Le prime reti telegrafiche cominciarono a diffondersi negli anni ’40 del XIX secolo e, con l’aumento dell’attività solare negli anni successivi, i tecnici e gli scienziati si trovarono a sperimentare le conseguenze delle tempeste geomagnetiche sulle nuove apparecchiature elettriche. Il caso del treno di Exeter è stato appunto uno dei primi episodi di space weather ben documentato, ma con una datazione errata: infatti, un articolo della prestigiosa rivista Nature, pubblicato nel 1871, aveva indicato come data il 18 ottobre 1841. Questa data, inoltre, aveva fatto classificare il ritardo di Exeter come il primo caso di interferenza su apparecchiature provocato dall’attività del Sole.

Gli studiosi però hanno rilevato che la linea ferroviaria colpita dalle ‘bizze’ solari era stata aperta dopo il 1846; di conseguenza, hanno iniziato un minuzioso lavoro investigativo per individuare la data corretta e quindi collocare con precisione la tempesta geomagnetica nella cronologia degli eventi di questo tipo che cominciavano a essere documentati.

Combinando i dati delle varie fonti sopra indicate, i ricercatori sono arrivati alla conclusione che, molto probabilmente, il ritardo del treno si è verificato il 18 ottobre 1848 in coincidenza con una tempesta solare che aveva colpito la Terra con una notevole intensità. La nuova data, nella cronologia delle tempeste geomagnetiche, ha permesso una revisione della successione di questi eventi: il ritardo di Exeter è diventato quindi il secondo caso documentato, dopo l’interferenza che il 19 marzo 1847 mandò in tilt i sistemi telegrafici della ferrovia Midland, nei pressi di Derby.

Gli scienziati ritengono che lo studio di questi fenomeni estremi avvenuti in passato sia di primaria importanza per approfondire il comportamento del Sole, soprattutto tenendo conto delle conseguenze che una tempesta estrema potrebbe avere sulla società odierna, così profondamente tecnologizzata.

«Questa ricerca evidenzia che lo space weather non è una nuova minaccia, ma un annoso pericolo naturale – ha commentato Jim Wild, docente di fisica spaziale all’Università di Lancaster e primo autore dello studio – Le tecnologie interessate si sono evolute dai telegrafi ferroviari ai satelliti, alle reti di comunicazione e ai sistemi elettrici, ma la sfida rimane la stessa: comprendere il rischio e garantire che la società sia resiliente ai suoi impatti».

In alto: brillamento solare osservato dalla sonda Sdo della Nasa (Crediti: Nasa Sdo) 

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