Nuovi dettagli sull’andamento del ciclo dell’acqua sulla Terra, comprese le conseguenze della crisi climatica, saranno a disposizione dell’utenza grazie a una coppia di satelliti che ha appena terminato il rodaggio: si tratta di HydroGnss, missione Esa di tipo Scout sviluppata nell’ambito del programma di Osservazione della Terra FutureEo. Le missioni Scout si basano su concept innovativi e riduzione di tempi e costi.
I due satelliti, lanciati lo scorso 28 novembre dalla Vandenberg Space Force Base (California) a bordo di un Falcon 9, sono ora pienamente operativi dal punto di vista scientifico. La missione si basa sulla riflettometria Gnss, che utilizza i segnali emessi da sistemi di navigazione come Gps e Galileo: quando vengono riflessi dalla superficie della Terra, questi segnali presentano delle variazioni da cui si possono desumere dati utili sulle condizioni del suolo e dell’ambiente.
La coppia HydroGnss è in grado di acquisire i segnali diretti e quelli riflessi, mettendoli poi a confronto grazie a uno strumento che elabora mappe di tipo Ddm (Delay-Doppler Maps). Da queste rilevazioni è possibile ricavare dati su vari tipi di parametri, ritenuti di fondamentale importanza per monitorare il ciclo dell’acqua e gli effetti che esso subisce dalla crisi climatica. Tra i parametri considerati vi sono l’umidità del suolo, le inondazioni, le zone acquitrinose, i processi di congelamento e di disgelo e sulla biomassa forestale.
I due satelliti sono sviluppati per Esa da Sstl (Surrey Satellite Technology Ltd.) che, lavorando con un team scientifico internazionale, elabora quanto rilevato in dati in grado di fornire all’utenza finale una vasta gamma di prodotti applicativi sull’andamento del ciclo globale dell’acqua. Fanno parte del team scientifico anche alcune realtà italiane, come le due principali Università di Roma (La Sapienza e Tor Vergata) e l’Istituto Ifac del Consligno Nazionale delle Ricerche.
L’immagine in alto mette a confronto un monitoraggio di HydroGnss e uno di Sentinel-1 del programma europeo Copernicus, effettuati sulla stessa area del Sud America. La sezione di destra mostra una mappa delle inondazioni realizzata con il radar in banda C di Sentinel, mentre la sezione di sinistra evidenzia le capacità di HydroGnss nell’individuare la presenza di acqua in superficie anche in zone forestali dove il segnale radar può incontrare qualche difficoltà a causa della fitta copertura arborea. Le osservazioni di entrambe le costellazioni satellitari vengono poi combinate per ottenere un quadro più completo della situazione.
In alto: immagine del Sud America realizzata con i dati di HydroGnss (a sinistra, crediti: Esa/Ieec/Ice-Csic) e di Sentinel-1 (a destra, crediti: contiene dati modificati Copernicus Sentinel 2026)
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