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Emergenze mediche nello spazio? Ci pensa Ivgen Mini (IntraVenous Fluid GENeration Miniaturized), un ‘pronto soccorso’ innovativo sviluppato dalla Nasa. Si tratta di un sistema compatto in grado di produrre le flebo direttamente a bordo delle missioni spaziali, eliminando la necessità di trasportare grandi quantità di soluzioni liquide già confezionate.

I fluidi per via endovenosa, composti da una semplice miscela di cloruro di sodio e acqua purificata, rappresentano una risorsa fondamentale per la salute degli astronauti. Possono essere utilizzati per trattare fino al 30 percento delle condizioni mediche che si verificano durante un volo spaziale, tra cui disidratazione e ustioni. Tuttavia, uno dei principali limiti attuali è la loro durata di conservazione, che non supera i 16 mesi: un ostacolo significativo per le missioni nello spazio profondo, che possono durare anche fino a tre anni.

Per risolvere questo problema, gli ingegneri del Glenn Research Center della Nasa hanno progettato un sistema capace di generare fluido endovenoso su richiesta, partendo semplicemente dall’acqua potabile disponibile a bordo. Il dispositivo filtra l’acqua rimuovendo impurità, particelle e ioni minerali, per poi combinarla con una quantità precisa di cloruro di sodio già presente in apposite sacche. Il risultato è una soluzione sterile conforme agli standard richiesti per l’utilizzo sanitario.

Uno dei vantaggi principali di questa tecnologia riguarda la gestione del carico nelle missioni di lunga durata. Trasportare grandi quantità di fluidi preconfezionati comporta un notevole dispendio di spazio e risorse, oltre al rischio che parte delle scorte scada prima di essere utilizzata. Ivgen Mini consente invece di produrre il fluido quando necessario, rendendo gli astronauti meno dipendenti dai rifornimenti terrestri e ottimizzando le risorse disponibili nello spazio.

Più piccolo e leggero rispetto al prototipo originario testato nel 2010, Ivgen Mini è stato inviato sulla Stazione Spaziale Internazionale l’11 aprile scorso per essere testato in condizioni reali. Durante le prove, previste per maggio, l’equipaggio utilizzerà il sistema nell’arco di due giorni, producendo 10 litri di fluido in totale. I campioni verranno poi riportati sulla Terra e analizzati, al fine di verificare che rispettino tutti i parametri di sicurezza.

Questa soluzione si inserisce in un contesto più ampio di preparazione a future missioni ancora più lunghe e complesse come quelle verso la Luna e Marte, dove la sicurezza e la capacità di risposta medica degli astronauti diventano fattori ancora più cruciali.

 

In apertura: Riproduzione del sistema Ivgen Mini, progettato per produrre soluzioni endovenose di grado medico da utilizzare nel trattamento di patologie che si verificano duranti i voli spaziali. Crediti: Nasa.