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Artemis 2 è la seconda missione del programma Artemis della Nasa, che ha raggiunto l’obiettivo di portare la capsula Orion, con gli astronauti a bordo, ad effettuare un grande flyby intorno alla Luna, stabilendo le basi per le future missioni sulla superficie lunare e su Marte.

Di seguito tutti i dettagli.

 

Data di lancio

La missione è partita la notte tra il 1 e il 2 aprile 2026 alle 00:35 ora italiana.

Obiettivi

L’obiettivo principale della missione Artemis 2 è quello di gettare le basi per il ritorno di esseri umani sulla superficie lunare, con la possibilità in futuro di consentire lunghe permanenze.

Nello specifico la missione si è concentrata sulla dimostrazione della capacità dell’equipaggio e dei sistemi della navicella Orion di volare nello spazio profondo e tornare sulla Terra, testando il supporto vitale, la navigazione e la comunicazione ottica, per la trasmissione ad alta velocità Luna – Terra. La missione ha testato inoltre lo Space Launch System con un equipaggio a bordo, validando le procedure di rientro, compresa la dimostrazione della guida di Orion in un ambiente senza Gps.

Animazione Nasa sulla missione Artemis 2: dal lancio allo splashdown (Crediti: Nasa)

Equipaggio

La crew di Artemis 2 è composta da quattro astronauti.

Reid Wiseman, comandate (Nasa), è stato ingegnere di volo nell’Expedition 40/41 della Iss tra maggio e novembre del 2014. Da dicembre 2020 a febbraio 2023 è stato Capo dell’Ufficio Astronauti della Nasa.

Victor Glover, pilota (Nasa), con tre master rispettivamente in ingegneria dei test di volo, ingegneria dei sistemi e arte e scienza operativa militare, è stato selezionato come astronauta dalla Nasa nel 2013. In precedenza, ha ricoperto il ruolo di pilota della missione SpaceX Crew-1 della Nasa verso la Stazione Spaziale Internazionale nell’ambito della Expedition 64. Victor è stato il primo afroamericano ad andare sulla Luna.

Christina Koch, specialista di missione (Nasa), è un’ingegnera che è diventata astronauta nel 2013. Ha vissuto e lavorato sulla Stazione Spaziale Internazionale per quasi tutto il 2019, trascorrendo un totale di 328 giorni consecutivi nello spazio e partecipando alla famosa prima passeggiata spaziale al femminile. È diventata la prima donna ad andare sulla Luna.

Jeremy Hansen, specialista di missione (Csa, Canadian Space Agency), è stato pilota di caccia, fisico e acquanauta, prima di entrare a far parte dell’Agenzia spaziale canadese nel 2009. Durante la sua permanenza presso la Csa, è diventato il primo canadese a guidare l’addestramento degli astronauti presso il Johnson Space Center della Nasa

L’equipaggio ha condotto l’addestramento presso il Kennedy Space Center della Nasa.

L’equipaggio di Artemis 2. Da sinistra: Jeremy Hansen, specialista di missione; Victor Glover, pilota; Reid Wiseman, comandante; Christina Hammock Koch, specialista di missione. (Crediti: Nasa)

 

Piano di volo

Il lancio è stato simile a quello di Artemis 1, la prima missione senza equipaggio della serie Artemis, conclusasi con un successo nel 2022.

Il razzo Space Launch System (Sls) ha portato in orbita la navicella Orion con a bordo i quattro astronauti dell’equipaggio per poi sganciare i booster, i pannelli del modulo di servizio e il sistema di interruzione del lancio, prima dello spegnimento dei motori e prima della separazione dello stadio centrale dallo stadio superiore e dal veicolo spaziale. Con l’equipaggio a bordo, Orion e lo stadio superiore, chiamato stadio di propulsione criogenica provvisorio (Icps), hanno orbitato due volte intorno alla Terra per garantire che i sistemi di Orion funzionassero come previsto a una distanza  ancora ravvicinata alla Terra.

Gli astronauti hanno verificato il corretto funzionamento dei generatori d’ossigeno e di rimozione di diossido di carbonio e vapore causati dal respiro delle persone a bordo. È sata poi verificata la funzionalità dei sistemi di comunicazione tramite il Deep Space Network (rete di antenne e di ricevitori che permette di rimanere in contatto con le sonde che esplorano il Sistema Solare), così come quella del generatore di energia e del controllore termico indipendente.

A questo punto la capsula si è staccata dall’ultimo stadio dello Sls, l’Icps e tramite l’accensione del modulo di servizio si è immesso nella traiettoria verso la Luna a una distanza compresa tra di 7500 e 8900 km dalla superficie. In questa fase gli astronauti hanno pilotato Orion con il controllo manuale, così da confermare la manovrabilità della capsula e la conseguente possibilità di eseguire i docking di alta precisione (le manovre di aggancio con altre navicelle), fondamentali per le future missioni Artemis.

Dopo 10 giorni di navigazione, il 10 aprile, Orion ha fatto rientro sulla Terra seguendo una traiettoria di ritorno libero, per effettuare uno splashdown nell’Oceano Pacifico.

Il piano di volo di Artemis 2 (Crediti: Nasa)

 

Il razzo Space Launch System (SLS)

Il sistema di lancio scelto dalla Nasa per il programma Artemis è un razzo super pesante che costituisce la base per l’esplorazione umana oltre l’orbita terrestre. Con le sue capacità senza precedenti, l’Sls è l’unico vettore in grado di inviare la navicella Orion, quattro astronauti e un carico di grandi dimensioni con un unico lancio.

L’Sls si compone di diversi stadi:

      • Booster (Srb): due booster a propellente solido che forniscono un’enorme spinta iniziale per superare l’atmosfera terrestre.
      • Stadio Centrale (Core Stage): contiene un serbatoio criogenico di ossigeno e idrogeno liquidi ed è spinto da quattro motori Rs-25, riutilizzati e riadattati dall’era dello Space Shuttle.
      • Fase Superiore (Icps): uno stadio aggiuntivo che si accende una volta in orbita per guidare la navicella spaziale Orion su una traiettoria precisa verso la Luna.

Ogni configurazione Sls utilizza lo stadio centrale con quattro motori Rs-25. La prima variante Sls, denominata Block 1, è in grado di inviare sulla Luna un carico pari a oltre 27 tonnellate.

Infografica dello Space Launch System (Sls) per Artemis II. (Crediti: Nasa)

La capsula che porta gli astronauti, Orion

Orion è la navicella costruita dalla Nasa appositamente per le missioni Artemis.

È composta da un Modulo per l’equipaggio (Crew Module) parzialmente riutilizzabile e da un Modulo di Servizio (Esm, European Service Module), progettato e supervisionato dall’Esa, che fornisce propulsione, elettricità e supporto vitale. Orion è capace di trasportare da quattro a sei astronauti, può resistere a temperature estreme durante il rientro grazie a uno scudo termico e utilizza un sistema di comunicazioni ottiche avanzato, (O2o) per la trasmissione di dati ad alta velocità verso le stazioni terrestri. Utilizza un nuovo sistema di aggancio per collegarsi ad altre navicelle e alla stazione spaziale.

Gli astronauti hanno deciso di chiamarla ‘Integrity’ perché simbolo di fiducia, rispetto, sincerità e umiltà tra tutti colo che stanno lavorando all’impresa.

Infografica della capsula Orion. (Crediti: Esa)

 

L’Italia in Artemis 2

L’Italia ha dato il suo contributo con particolare riferimento alla realizzazione di alcune componenti del modulo di servizio Esm (European Service Module) di Orion, prodotti per conto dell’Esa, European Space Agency.

Le aziende italiane Thales Alenia Space e Leonardo hanno costruito alcune parti dell’Esm.

Thales Alenia Space si è occupata di realizzare la struttura di base, costituita da un’anima di pannelli in polimero composito rinforzato con fibre ed elementi in lega di alluminio per le strutture secondarie, mentre Leonardo ha fornito le unità di condizionamento e distribuzione dell’energia.

La struttura interna dello European Service Module (Esm). (Crediti: Esa)

 

 

I reel: Luna Bites

Luna Bites è il format dell’ASI che accompagna il ritorno dell’umanità verso la Luna, attraverso curiosità, innovazione e il contributo italiano alle grandi missioni spaziali. Un viaggio fatto di piccole pillole, tra scienza, tecnologia e vita nello spazio.

Il ritorno alla Luna è appena iniziato Luna Bites, verso la Luna un morso alla volta

Concept e formato originale di Manuela Proietti

Testi, voci e volti di Fulvia Croci e Silvia Martone

Luna Bites è una produzione della Direzione Comunicazione Istituzionale e Relazioni Esterne dell’ASI – Ufficio Comunicazione

Guardalo qui.

Guarda la serie di reel Luna Bites, dedicati al programma Artemis

 

La fotogallery

 

 

 

Videopillola: le più belle immagini

In alto l’emblema della missione Artemis 2. (Crediti: Nasa)