Il Nancy Grace Roman, l’investigatore dell’Universo oscuro, ha cominciato il suo viaggio.

Il telescopio spaziale della Nasa è stato lanciato domenica 30 agosto quando in Italia erano le 13:26, a bordo di un razzo Falcon Heavy di SpaceX, dal Launch Complex 39A del Kennedy Space Center della Nasa, in Florida.

Portato nello spazio con successo, Roman raggiungerà nei prossimi mesi il punto di Lagrange L2, a circa 1,5 milioni di chilometri dalla Terra. Da lì inizierà a osservare il cielo per cercare di comprendere la natura della materia oscura e dell’energia oscura, oltre ad andare a caccia di nuovi esopianeti.

Il volo del Falcon Heavy con a bordo Roman si è svolto nominalmente. Il telescopio è stato inserito nella traiettoria prevista e si è separato dal secondo stadio del razzo di SpaceX 31 minuti dopo il decollo, dando ufficialmente inizio alla sua missione nello spazio.

I primi dati telemetrici di Roman sono stati ricevuti dal team di controllo del Goddard Space Flight Center della Nasa sette minuti dopo il lancio. Circa 70 minuti più tardi, la gestione delle comunicazioni e della guida dell’osservatorio è passata alla Deep Space Network, la rete di antenne terrestri utilizzata per mantenere i contatti con le missioni che si spingono nello spazio profondo.

Durante le prime fasi del viaggio, Roman ha stabilito i collegamenti con le diverse stazioni della rete: inizialmente con il Canberra Deep Space Communication Complex, in Australia, poi con il Madrid Deep Space Communication Complex, in Spagna, e infine con il Goldstone Deep Space Communication Complex, in California.

Poco dopo il lancio è arrivata anche la conferma del corretto dispiegamento dei pannelli solari e dello schermo solare che proteggerà gli strumenti dell’osservatorio.

Ora comincia la fase di preparazione vera e propria. Nei prossimi giorni verrà dispiegata l’antenna ad alto guadagno e sarà effettuata la prima di due correzioni di rotta previste durante il trasferimento verso L2.

Nel frattempo verrà acceso anche il Coronagraph Instrument, lo strumento con cui Roman metterà alla prova nuove tecnologie per ottenere direttamente immagini di alcuni esopianeti. Il coronografo potrà infatti oscurare la luce delle stelle ospiti, rendendo possibile osservare oggetti che possono essere oltre 100 milioni di volte meno luminosi della loro stella.

Nelle prossime settimane toccherà invece al principale strumento scientifico di Roman, il Wide Field Instrument (Wfi). Si tratta di una fotocamera da 300 megapixel, sensibile alla luce visibile e al vicino infrarosso, costituita da 18 rivelatori 4K, ciascuno delle dimensioni approssimative di un cracker.

È proprio l’ampio campo di vista del Wfi, combinato con la stabilità dell’osservatorio, a rendere Roman particolarmente veloce nell’esplorazione del cielo. Il telescopio potrà infatti passare rapidamente da un’area all’altra senza dover attendere lunghi tempi tra un’osservazione e la successiva.

Secondo la Nasa, Roman sarà in grado di osservare l’Universo a una velocità fino a mille volte superiore a quella di Hubble. Una capacità che permetterà di raccogliere enormi quantità di dati e di costruire mappe molto dettagliate della distribuzione della materia nell’Universo.

Il viaggio verso il punto di Lagrange L2 durerà circa tre mesi. Durante questo periodo il team continuerà a monitorare l’osservatorio e a effettuare le operazioni necessarie per prepararlo alla fase scientifica. Una volta raggiunta la sua orbita definitiva inizierà la fase di messa in servizio, durante la quale gli strumenti saranno sottoposti a calibrazioni e test.

La Nasa prevede di pubblicare le prime immagini di Roman entro l’inizio del 2027.

L’osservatorio sarà inoltre una vera e propria macchina per la produzione di dati: Roman dovrebbe trasmettere a Terra circa 1,4 terabyte di informazioni al giorno, il più elevato flusso di dati previsto finora per una missione di astrofisica della Nasa.

«Non abbiamo mai potuto osservare l’Universo con occhi come quelli di Roman – ha affermato Julie McEnery, responsabile scientifica del progetto Roman presso il Goddard Space Flight Center della Nasa – Non possiamo sapere quanto altro avremo imparato e visto entro questo periodo del prossimo anno».

 

Immagine in evidenza: il decollo del Falcon Heavy di SpaceX con a bordo il telescopio spaziale Nancy Grace Roman, con il lancio avvenuto domenica 30 agosto. Crediti: Nasa.

 

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