L’investigatore dell’Universo oscuro è pronto al lancio.
Il decollo del telescopio spaziale Nancy Grace Roman della Nasa è previsto per domenica 30 agosto dal Kennedy Space Center, in Florida, a bordo di un razzo Falcon Heavy di SpaceX.
Oltre a individuare nuovi esopianeti, Roman studierà la storia del cosmo con l’obiettivo di svelare la natura della materia oscura, che costituisce circa il 25% di tutta materia dell’Universo, e dell’energia oscura, la misteriosa componente responsabile dell’accelerazione dell’espansione cosmica.
Attualmente collocato nell’hangar di SpaceX presso il Launch Complex 39A del Kennedy Space Center, in preparazione dell’integrazione con il razzo Falcon Heavy, il telescopio si appresta così a concludere un periodo di costruzione durato circa dieci anni. La prima opportunità di lancio arriva inoltre in anticipo di nove mesi rispetto alla tabella di marcia.
Dotato di uno specchio primario del diametro di 2,4 metri, Roman avrà una missione operativa prevista per almeno cinque anni.
Una volta raggiunto lo spazio, il telescopio si porterà nel punto di Lagrange L2, a circa 1,5 milioni di chilometri dalla Terra. Da questa posizione effettuerà rapide e dettagliate scansioni del cielo nella luce visibile e nel vicino infrarosso, raccogliendo informazioni sull’Universo primordiale e sulla sua evoluzione nel corso del tempo.
Tra i compiti di Nancy Grace Roman vi sarà quello di indagare circa il 12% del cielo in una regione posta ben al di sopra del piano della nostra galassia. L’obiettivo di tale indagine sarà ricostruire la distribuzione della materia oscura, invisibile ai nostri strumenti, osservando il modo in cui la sua gravità modifica la forma apparente delle galassie lontane. La luce proveniente da queste galassie remote viene infatti deviata e distorta dagli aggregati di materia, facendo apparire gli oggetti celesti leggermente deformati. Questo effetto è chiamato lensing gravitazionale debole.
Studiando le minuscole variazioni nella forma delle galassie, i dati di Roman permetteranno di mappare con grande precisione la distribuzione della materia ordinaria e della materia oscura nel corso della storia dell’Universo e a ricostruire così l’evoluzione delle galassie.
Roman studierà anche il modo in cui l’Universo si è espanso nel tempo. Tracciando le supernove di tipo Ia, particolari esplosioni stellari che raggiungono un picco di luminosità prevedibile, il telescopio permetterà di misurare le distanze cosmiche con estrema precisione, ottenendo così informazioni fondamentali sulla velocità di espansione dell’Universo.
Il Nancy Grace Roman, inoltre, andrà a caccia di una grande quantità di nuovi esopianeti, effettuando osservazioni nella luce visibile. Puntando verso il cuore della nostra galassia, monitorerà la quantità di luce proveniente da milioni di stelle e studierà come la sua intensità varia nel tempo.
Tracciando gli eventi di microlensing, fenomeni nei quali la gravità di un oggetto massiccio amplifica temporaneamente la luce di una stella più lontana, Roman potrebbero rivelare oltre 1.200 nuovi mondi.
Sfruttando invece gli eventi di transito, ovvero i cali di luminosità provocati dal passaggio di un pianeta davanti alla propria stella rispetto al nostro punto di osservazione, il telescopio potrebbe individuare più di 100.000 pianeti.
Oltre alla Wide Field Instrument, una fotocamera da 300 megapixel sensibile a diverse bande della luce visibile e del vicino infrarosso, Nancy Grace Roman sarà dotato anche di un coronografo. Combinando due tecniche di osservazione già consolidate, la coronografia e l’ottica adattiva, il Coronagraph Instrument permetterà di testare nuove tecnologie per ottenere direttamente immagini dettagliate di alcuni esopianeti, oscurando la luce delle stelle ospiti. Lo strumento è progettato per osservare pianeti che possono essere oltre 100 milioni di volte meno luminoso rispetto alla propria stella.
La precisione raggiunta dal telescopio spaziale permetterà inoltre di realizzare un censimento statistico dei sistemi planetari presenti nella nostra galassia, fornendo agli astronomi nuovi dati sulla frequenza e sulle caratteristiche dei sistemi planetari.
L’unico ostacolo che ora separa il Nancy Grace Roman dal lancio è la Launch Readiness Review, l’ultima e dettagliata revisione che dovrà confermare che il razzo, il carico utile e le strutture a terra siano pronti per il decollo. La valutazione finale sarà effettuata dalla Nasa, dal team della missione Nancy Grace Roman e da SpaceX venerdì 28 agosto, due giorni prima del lancio previsto.
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