Che cosa accadrebbe se potessimo ascoltare il ‘battito’ del Sole? Un gruppo di ricercatori ha sviluppato un nuovo metodo basato sull’intelligenza artificiale per studiare le vibrazioni interne della nostra stella e prevedere con maggiore precisione l’evoluzione dell’attività solare. Lo studio, pubblicato su Solar Physics, apre nuove prospettive nel campo dello space weather, cioè l’insieme dei fenomeni solari che investono anche la Terra e sono in grado di influenzare le nostre tecnologie.
Al centro della ricerca ci sono le oscillazioni acustiche del Sole, onde di pressione che attraversano l’interno della stella. Si tratta di vere e proprie eco provenienti dalle profondità solari. Si propagano verso l’interno del Sole e poi tornano in superficie, trasportando informazioni sulle regioni profonde che attraversano durante questo percorso. Analizzandole, gli scienziati possono capire cosa accade sotto la superficie, proprio come i sismologi studiano l’interno della Terra attraverso i terremoti.
Sappiamo, però, che il Sole non è sempre tranquillo. La sua attività segue un ciclo di circa undici anni, durante il quale il campo magnetico della stella si intensifica e poi si indebolisce. Nelle fasi più attive aumentano macchie solari, brillamenti ed espulsioni di massa coronale, fenomeni che possono interferire con Gps, satelliti, comunicazioni radio e persino reti elettriche sulla Terra. Prevedere quindi l’andamento del ciclo solare è diventato sempre più importante. E, secondo il nuovo studio, proprio le oscillazioni acustiche potrebbero offrire un indicatore per anticipare i periodi di intensa attività magnetica.
Le analisi si basano su quasi 30 anni di dati raccolti dal progetto Global Oscillation Network Group (Gong), una rete mondiale composta da sei osservatori terrestri che monitorano costantemente il Sole. I dati coprono il periodo dal 1995 al 2025 e includono due cicli solari completi e parte dell’attuale ciclo 25.
Addestrando modelli di intelligenza artificiale su questa enorme quantità di informazioni, è stato possibile risalire ai cambiamenti del ‘tono’ delle onde durante le diverse fasi del ciclo solare. Il sistema ha identificato schemi molto precisi nell’evoluzione delle oscillazioni, permettendo di stimare quando il Sole entrerà nella sua prossima fase di quiete. In particolare, il ciclo solare 25 potrebbe aver già superato il proprio picco di attività, mentre il prossimo minimo solare potrebbe arrivare intorno al 2030-2031.
Il Sole, è chiaro, fa molto più che illuminare di giorno: alimenta e modella la vita sul nostro pianeta. E questa ricerca rappresenta un passo in avanti nell’esplorazione del profondo legame tra ciò che accade all’interno della nostra stella e gli effetti che si manifestano sulla Terra.
In apertura: raggi x che si irradiano dal bordo occidentale del Sole. Crediti: Nasa/Jpl-Caltech/Gsfc.




