Il Sole è una stella di 4,5 miliardi di anni, una sfera incandescente di idrogeno ed elio al centro del nostro Sistema solare. Si trova a circa 150 milioni di chilometri dalla Terra e senza la sua energia la vita come la conosciamo non potrebbe esistere qui sul nostro pianeta. È classificato come una nana gialla di tipo spettrale G2 V.

Esiste una domanda ancora irrisolta tra gli scienziati che studiano i comportamenti della nostra stella: il Sole appartiene alla ‘giusta’ categoria di stelle, malgrado un’attività magnetica e una velocità di rotazione diversa rispetto alla categoria?

Si tratta di una domanda rilevante non soltanto per la nostra stella. Se si riscontrasse una classificazione diversa per il Sole, il problema investirebbe anche il ‘destino’ dei pianeti che compongono il Sistema solare, compresa la Terra. La questione è legata alle classificazioni delle diverse stelle e all’attesa di vita delle stesse, a seconda della categoria di appartenenza.

Considerati alcuni elementi fondamentali per la classificazione stellare, i ricercatori si sono posti l’interrogativo a fronte di due attività anomale nella categoria delle stelle simili al nostro Sole. In particolare, la velocità di rotazione e l’attività magnetica riscontrati nell’osservare il Sole avevano fatto emergere il dubbio sulla corretta classificazione.

Ora un nuovo studio pubblicato su Astronomy & Astrophysics  da  Ângela Santos, scienziata dell’Istituto di astrofisica e scienze spaziali portoghese, sembra risolvere il dubbio e l’anomalia riscontrata.

«Riguardo all’attività magnetica, diversi studi hanno suggerito che le stelle simili al Sole fossero significativamente più attive. Tuttavia, il problema non sembra essere con il Sole, ma con le stelle classificate come simili al Sole, perché ci sono diverse limitazioni nei dati osservativi e nelle proprietà stellari dedotte», afferma Santos.

Santos e colleghi hanno utilizzato i dati del telescopio spaziale Kepler della Nasa, non più operativo, e i dati delle missioni Gaia dell’Agenzia spaziale europea e di Solar and Heliospheric Osservatorio (SOHO), una missione Nasa/Esa. La ricerca ha considerato gli ultimi due cicli solari raccolti in undici anni da SOHO.

Tra le diverse stelle prese in esame, il team di Santos ha analizzato Doris, ovvero KIC 8006161, una stella blu di dimensioni e massa simili al Sole. Le stelle blu sono di gran lunga le stelle più grandi e luminose della galassia. Il colore di una stella ci dice della sua temperatura e massa, e le stelle blu sono le più calde e massicce di tutte.

I ricercatori avevano precedentemente notato che l’ampiezza del ciclo stellare di Doris era il doppio di quella degli ultimi due cicli solari, indicando un’evoluzione di Doris.  Di fronte a tale evidenza, si sono chiesti se tale evoluzione poteva interessare anche il nostro Sole, viste le similitudini.

In realtà, lo studio approfondito ha fatto emergere una differenza tra le due stelle comparate: la disparità nelle proporzioni degli elementi più pesanti come l’idrogeno e l’elio presenti nella composizione delle due stelle. Gli elementi presenti sono indicatori di ‘metallicità’ per gli astronomi e Doris riportava una maggiore presenza di metalli rispetto al Sole.

«La differenza era la metallicità» ha detto Santos.  «La nostra interpretazione è che l’effetto della metallicità produce una dinamo più efficace, che porta a un ciclo di attività più intensa» aggiunge.

Stante la differenza, i ricercatori sono andati al confronto con altre stelle simili a Doris, riscontrando comportamenti simili. La maggior parte di queste stelle confrontate confermavano l’elevata metallicità, anche se Doris risultava comunque ancora più attiva del campione di confronto.

«Abbiamo trovato prove di una correlazione tra il periodo di rotazione e la metallicità», afferma Santos e malgrado Doris sia più giovane del Sole, ruota più lentamente.

La rotazione di una stella ha correlazioni anche con l’attività magnetica della stessa: le stelle nascono ruotando e rallentano, o “girano verso il basso”, man mano che invecchiano. Il rallentamento o frenata magnetica, dove il materiale viene catturato dal campo magnetico della stella, per poi essere lanciato nello spazio, modifica il momento angolare o rotazionale.

Dalla comparazione si conferma che il Sole non è come Doris e il suo comportamento rientra nei parametri di normalità rispetto alla categoria di appartenenza.

 

In apertura: immagine catturata dal Solar Dynamics Observatory della NASA il 20 giugno 2013 mostra la luce brillante di un brillamento solare sul lato sinistro del sole. Credito immagine: NASA/SDO.