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Una ‘zucca’ cosmica per Spitzer

Una ‘zucca’ cosmica per Spitzer

Spitzer non è da meno rispetto ad Hubble e proprio nel giorno della festa di Halloween mette in mostra la foto che ha realizzato per la ricorrenza: mentre lo storico telescopio Nasa-Esa aveva scelto un soggetto un po’ inquietante, Spitzer ha optato per la tradizionale zucca (Jack-o’-lantern), proposta in versione spaziale.

Il soggetto fotografato è in realtà una nube di gas e polveri probabilmente modellata da una stella massiccia, ma il suo aspetto e i colori delle lunghezze d’onda impiegate per realizzare l’immagine ricordano appunto una zucca; la nube si trova in un’area periferica della Via Lattea, che è stata oggetto di una specifica mappatura dedicata alle stelle (SmogSpitzer Mapping of the Outer Galaxy).

Lo studio relativo alle osservazioni della zona della nube è stato condotto da un team di astronomi del Center for Astrophysics Harvard & Smithsonian e del Dipartimento di Astronomia dell’Università del Massachusetts, ed è stato pubblicato su The Astrophysical Journal (articolo: “A Census of Star Formation in the Outer Galaxy: The Smog Field”).

La stella che avrebbe ‘intagliato’ la nube è da 15 a 20 volte più massiccia rispetto al Sole ed è classificata come ‘tipo O’: è caratterizzata da calore e luminosità molto elevati e dal colore blu. Secondo gli autori dello studio, il potente flusso di radiazioni e di particelle emesso da questo ‘peso massimo’ ha spazzato via le polveri e i gas circostanti, creando nella nube degli spazi riconducibili ai lineamenti del Jack-o’-lantern. La stella appare come una scintillante macchia bianca nel centro di un guscio di polvere rossa, situato vicino al ‘cuore’ dell’area scavata.

La foto è stata realizzata da Spitzer utilizzando tre lunghezze d’onda nell’infrarosso. Il verde e il rosso rappresentano la luce emessa soprattutto dalla polvere che si diffonde a temperature differenti, mentre il blu indica una lunghezza d’onda irradiata maggiormente dalle stelle e da alcuni settori della nube particolarmente caldi. La versione della foto, realizzata in alto contrasto, accentua la lunghezza d’onda rappresentata in rosso (in basso).

Nell’ambito della mappatura Smog, che ha rivelato la ‘nube-zucca’, i ricercatori hanno utilizzato l’infrarosso per censire gli astri molto giovani in fasi diverse del loro sviluppo e le proto-stelle, ancora avvolte nelle dense nubi di polveri in cui sono nate. L’indagine ha lo scopo di determinare se il tasso di formazione stellare e planetaria ai confini della Via Lattea è differente da quello che caratterizza le sue aree interne e centrali.

Versione in alto contrasto, che evidenzia la lunghezza d’onda in rosso (Crediti: Nasa/Jpl-Caltech)

Circa l'autore

Valeria Guarnieri

Nata in tempo utile per vivere sin dall'inizio il fenomeno Star Wars, lavora in ASI dal 2000 e dal 2011 si occupa di comunicazione web presso l'Unità Relazioni Esterne e URP dell'ente. Dedica la maggior parte del tempo libero alla montagna, suo grande amore.

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