Atterrare sulla Luna o su Marte senza un pilota è ancora oggi una manovra delicatissima. Basta un masso, un piccolo cratere o un terreno troppo inclinato per danneggiare seriamente il veicolo, o farlo ribaltare, compromettendo l’intera missione.
Per evitare questi rischi, la Nasa sta sviluppando da tempo una tecnologia che permetterà ai veicoli spaziali robotici di individuare autonomamente un luogo sicuro in cui atterrare, valutando e modificando da sé la traiettoria durante la discesa.
Si chiama Splice, ed è un sistema avanzato di guida e navigazione che è stato sperimentato di recente dalla Nasa nel deserto della California. Montato a bordo di un drone Alta-X, Splice è stato sottoposto a una serie di voli test che simulavano le manovre di discesa e atterraggio sulla Luna.
Durante le prove, ha utilizzato i dati raccolti dai sensori per ricostruire la conformazione del terreno e generare mappe digitali ad alta risoluzione.
In questo modo il software di bordo è in grado di valutare da sé le caratteristiche dell’area prescelta per l’atterraggio e, se si accorge che le condizioni sono incerte o pericolose, corregge autonomamente la rotta dirigendosi verso una zona più sicura.
Il test è andato a buon fine. Entro novembre ne è previsto un altro su vasta scala, presso la sede di Voyager Technologies in California, per verificare più a fondo le capacità di Splice.
Questa sperimentazione rappresenta un importante traguardo per un progetto complesso che ha richiesto quasi dieci anni di sviluppo. La Nasa sta già collaborando con diverse aziende spaziali per integrare questa tecnologia nei futuri lander lunari. Il sistema sarà utile soprattutto per le missioni robotiche sulla Luna e Marte, ma potrà aiutare anche gli astronauti a scegliere dove atterrare in sicurezza.
Splice, infine, potrebbe essere utilizzato per altri scopi. Le sue capacità di navigazione, ad esempio, potrebbero consentire ai rover di muoversi autonomamente sulla superficie di altri mondi, evitando ostacoli, dirupi e terreni pericolosi.
Ma soprattutto, grazie a questa implementazione, molti degli incidenti, anche fatali, che hanno segnato la storia degli atterraggi robotici su altri mondi diventeranno solo un brutto ricordo, legato al passato.
Crediti: Nasa, Jaxa, Firefly Aerospace, Voyager Technologies
Musiche: Medical Tech Paul Yudin




