Come si fa a vedere ciò che i nostri occhi non possono vedere? Servono tecnologie capaci di osservare la luce invisibile, grandi porzioni di cielo e dettagli quasi impercettibili. Un esempio è il Nancy Grace Roman Space Telescope della Nasa. 

La tecnologia del Roman Space Telescope

Lanciato il 30 agosto 2026 a bordo di un Falcon Heavy dal Kennedy Space Center, il Roman Space Telescope è diretto verso il punto di Lagrange L2, a circa 1,5 milioni di chilometri dal nostro pianeta. Qui osserverà l’Universo principalmente nella luce infrarossa, invisibile ai nostri occhi ma capace di rivelare oggetti molto lontani e regioni dello spazio nascoste dalla polvere cosmica. Per raccoglierla, Roman utilizza il Wide Field Instrument, una fotocamera da circa 300 megapixel composta da 18 rivelatori.

Come funziona

Il cuore del sistema è uno specchio primario di 2,4 metri, che raccoglie la luce e la indirizza verso gli strumenti scientifici. Ma Roman non è progettato semplicemente per vedere più lontano: è progettato anche per osservare grandi porzioni di cielo, mantenendo una nitidezza incredibilmente elevata.

Il suo ampio campo di vista, combinato con la grande stabilità dell’osservatorio, permetterà di passare rapidamente da una porzione all’altra di cielo, senza lunghi tempi di attesa tra un’osservazione e la successiva. Roman potrà così osservare l’Universo a una velocità fino a mille volte superiore a quella di Hubble.

Ma per vedere davvero ciò che è invisibile bisogna anche riuscire a distinguere oggetti molto deboli dalla luce accecante delle stelle. È qui che entra in gioco il coronografo di Roman. Si tratta di uno strumento ottico in grado di bloccare la luce diretta di una stella per vedere oggetti molto più deboli che le orbitano attorno, come i pianeti. Potrà oscurare la luce delle stelle fino a rendere visibili oggetti oltre 100 milioni di volte meno luminosi. Per farlo, Roman utilizza maschere ottiche e specchi deformabili, capaci di correggere in tempo reale minuscole imperfezioni del sistema ottico.

Perché è importante

Dall’infrarosso alla fotografia a grande campo, fino agli specchi che si deformano per cancellare la luce di una stella, Roman combina tecnologie diverse per rendere visibile ciò che finora era troppo debole, troppo lontano o troppo nascosto per essere osservato. Questa capacità permetterà di studiare la materia e l’energia oscura, osservare galassie distanti e cercare esopianeti, aprendo una nuova finestra sulla storia del cosmo.

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