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Un team internazionale di astronomi ha effettuato una misurazione molto accurata della massa di giovani stelle binarie che si trovano ancora avvolte nelle nubi del complesso molecolare di Orione, a circa 1.300 anni luce dalla Terra.

Immagine: complesso di nubi molecolari di Orione Crediti: Bits of Universe
Il risultato, ottenuto grazie alle osservazioni radio del Vlba, una rete di radiotelescopi distribuiti negli Stati Uniti, è stato pubblicato il 24 aprile 2026 sulla rivista scientifica internazionale Astronomy & Astrophysics. Lo studio offre una nuova opportunità per testare l’affidabilità dei modelli teorici che descrivono la nascita e l’evoluzione delle stelle.
Ma quanto pesa una stella appena nata? A prima vista potrebbe sembrare una domanda semplice, ma in astronomia è tutt’altro che ovvia.
Le stelle giovani si formano, infatti, all’interno di dense nubi di gas e polveri, che bloccano la luce visibile e rendono difficile osservarle direttamente. Per questo motivo, gli astronomi sono sempre alla ricerca di metodi indiretti, ma estremamente precisi, per determinare una delle caratteristiche più importanti di una stella: la sua massa.
Il gruppo di ricerca, guidato da Sergio A. Dzib Quijano del Max Planck Institute for Radio Astronomy, in Germania, ha utilizzato il Vlba per osservare giovani sistemi binari nel complesso molecolare di Orione. Questa vasta regione di formazione stellare ospita alcuni degli oggetti più celebri del cielo, come la nebulosa di Orione, la nebulosa Fiamma e la nebulosa Testa di Cavallo.
Il grande vantaggio delle osservazioni radio è che, a differenza della luce visibile, le onde radio riescono a penetrare più facilmente attraverso le nubi di gas e polvere che circondano le stelle in formazione.
Grazie a questa capacità, il Vlba ha permesso agli astronomi di monitorare con estrema precisione il movimento di 15 giovani sistemi binari, ovvero coppie di stelle che orbitano attorno a un centro di massa comune.
Il moto orbitale è fondamentale per questo tipo di misurazioni. In un sistema binario, infatti, il periodo dell’orbita e la velocità con cui le stelle si muovono sono direttamente legati alla massa del sistema. Ricostruendo le traiettorie delle due stelle, gli astronomi possono quindi calcolare quanto pesano. È lo stesso principio fisico che consente di determinare la massa di pianeti, stelle e galassie attraverso i loro effetti gravitazionali.
Nel caso di Orione, il team di ricerca è riuscito a seguire le orbite con una precisione dell’ordine dei milliarcosecondi, cioè frazioni piccolissime di secondo d’arco. Questo ha permesso di calcolare con accuratezza le masse di sette sistemi binari.
In quattro di questi casi, le osservazioni sono state così dettagliate da consentire la misurazione delle masse delle singole stelle basandosi direttamente sui dati orbitali, senza dover ricorrere ai modelli teorici. I risultati sono particolarmente promettenti per l’astrofisica stellare: in tre di questi quattro sistemi, le masse misurate corrispondono a quelle previste dai modelli di evoluzione delle giovani stelle.
Il quarto caso, tuttavia, suggerisce che, sebbene le teorie attuali siano generalmente solide, ci sia ancora spazio per migliorarle. La massa, infatti, è la proprietà fondamentale di una stella: determina la sua luminosità, la temperatura, la durata della sua vita e il modo in cui evolverà nel tempo.
«La massa stellare è la caratteristica più importante di una stella, ma misurarla nei sistemi giovani e avvolti nelle nubi è notoriamente complicato», ha spiegato Dzib Quijano.
Secondo Jazmin Ordonez-Toro, della Universidad Nacional Autónoma de México e coautrice dello studio, queste misurazioni trasformano Orione in un autentico laboratorio di precisione per testare le teorie sulla formazione e sull’evoluzione delle stelle.
Il lavoro è importante anche perché aiuta a comprendere meglio come si formano gli ambienti stellari simili a quello in cui è nato il Sole. Molte stelle, infatti, nascono in sistemi multipli e in regioni affollate, dove gravità, gas e radiazione interagiscono in modi complessi.
Misurare direttamente la massa delle stelle più giovani consente quindi di verificare se i modelli utilizzati per descrivere queste prime fasi siano davvero affidabili.
In altre parole, osservando la danza delle giovani stelle nella nube di Orione, gli astronomi stanno scoprendo non solo quanto pesano questi astri appena formati, ma anche quanto siano solide le nostre idee su come le stelle nascono e si evolvono nell’Universo.
Immagine in alto: rappresentazione artistica di un giovane sistema stellare binario situato in profondità all’interno di una nebulosa polverosa. Crediti immagine: NRAO/AUI/NSF




