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Un mondo gelido, remoto e ancora in parte sconosciuto, che sinora ha ricevuto soltanto la breve visita della sonda Voyager 2 della Nasa il 25 agosto 1989: si tratta di Nettuno, l’ottavo pianeta del Sistema Solare, al centro dell’attenzione degli scienziati cinesi che auspicano la realizzazione di una specifica missione esplorativa.

Finora il colosso ghiacciato del Sistema Solare esterno è rimasto pressoché inesplorato a causa di una serie di problemi tecnici e finanziari di notevole entità: in primis la durata del viaggio, la cui lunghezza può variare in base all’assistenza gravitazionale che altri pianeti potrebbero offrire a un’eventuale sonda. Il contesto è analogo pure per Urano, l’altro gigante ghiacciato del nostro sistema planetario, anch’esso sorvolato solo dalla Voyager 2 il 24 gennaio 1986.

Considerati i progressi compiuti dalla Cina in campo spaziale e tecnologico, la comunità scientifica del paese asiatico ha iniziato a volgersi verso questi mondi distanti, ritenuti di notevole interesse scientifico: Nettuno, ad esempio, ha conservato tracce dell’antica nebulosa proto-solare e potrebbe svelare nuovi dettagli sulla formazione dei pianeti del nostro sistema, utilizzabili anche per analizzare altri sistemi planetari.

Nettuno, infatti, è protagonista di un recente studio di Chinese Journal of Aeronautics, curato dal Beijing Institute of Spacecraft System Engineering e dalla China Academy of Space Technology: lo studio prospetta la realizzazione di una missione esplorativa basata su una sonda alimentata da radioisotopi che, oltre al pianeta, potrebbe esplorare Tritone, una delle sue lune. La data di lancio potrebbe essere già nel 2033 e il veicolo dovrebbe compiere un viaggio di circa 15 anni prima di raggiungere l’orbita di Nettuno, grazie anche a una ‘spinta’ da parte di Tritone. La sonda dovrebbe portare con sé 11 payload scientifici e poi lanciare un altro veicolo nell’atmosfera del pianeta per analizzarne, tra l’altro, gli anelli e le dinamiche geologiche e magnetiche. Nettuno e Tritone, inoltre, erano stati al centro anche di un altro studio, mirato a indagare la fattibilità di una missione esplorativa e pubblicato nel 2021 su Scientia Sinica Technologica.

L’importanza di dare il via a una missione verso il gigante ghiacciato, anche per ragioni strategiche, è stata ribadita proprio in questi giorni durante il National People’s Congress che si sta svolgendo a Pechino. A lanciare la proposta è stato Wang Wei, scienziato dell’Accademia Cinese delle Scienze, che ha sottolineato le positive ricadute di una missione così innovativa: lo sviluppo di nuove tecnologie, il rafforzamento della cooperazione internazionale e la promozione delle attività di ricerca, favorendo una positiva osmosi tra differenti settori disciplinari.

Entro la fine dell’anno, l’agenzia spaziale cinese Cnsa dovrebbe pubblicare un ‘libro bianco’ riguardante gli obiettivi spaziali del paese fino alla fine del corrente decennio: in base al contenuto di questo documento sarà possibile capire se le proposte di missione sopra citate saranno ‘tradotte’ in studi formali.

In alto: Nettuno visto dalla Voyager 2 (Crediti: Nasa, Caltech)