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‘Febbre da cavallo’ per gli ioni

‘Febbre da cavallo’ per gli ioni

Portano i segni di un evento traumatico e boccheggiano per un ‘febbrone’ che raggiunge anche milioni di gradi: gli ‘influenzati’ sono gli ioni di atomi pesanti che si trovano nella zona dei resti di Sn1987A, una supernova situata nella Grande Nube di Magellano. La luce di Sn1987A, la prima supernova visibile ad occhio nudo dall’epoca di quella di Keplero (1604), è stata osservata il 23 febbraio 1987 e da allora l’oggetto celeste è stato tenuto costantemente sotto controllo in tutte le lunghezze d’onda; tra l’altro, si tratta della prima supernova che è stata studiata a fondo con i moderni strumenti astronomici. I resti di Sn1987A sono tornati alla ribalta per uno studio riguardante il già citato riscaldamento degli ioni, appena pubblicato su Nature Astronomy (articolo: “Collisionless shock heating of heavy ions in SN 1987A”). La ricerca è stata coordinata da Marco Miceli, ricercatore presso il Dipartimento di Fisica e Chimica dell’Università di Palermo e associato dell’Istituto Nazionale di Astrofisica presso il locale Osservatorio astronomico, e ha visto il coinvolgimento di esperti operanti presso queste due istituzioni e presso il Dipartimento di Astronomia della Penn State University.

Gli studiosi hanno basato il loro lavoro sia sui dati delle osservazioni svolte dalla missione Chandra della Nasa sin dai primi tempi della sua permanenza nello spazio, sia su modelli informatici tridimensionali, focalizzati sull’evoluzione della supernova (in alto, un’immagine della simulazione – credits: Marco Miceli et al.). In questo modo hanno potuto ricostruire i processi che avvengono nei dintorni della stella esplosa, specie per quanto riguarda le onde d’urto (shock wave), una delle conseguenze derivanti da un fenomeno così violento. Sono queste onde la causa dell’innalzamento della temperatura negli ioni, quando si propagano nel mezzo interstellare.

I ricercatori, infatti, hanno misurato le temperature di diversi elementi alle spalle del fronte delle onde, ritenuto il fattore chiave nel processo di riscaldamento, ed hanno riscontrato che gli ioni pesanti subiscono maggiormente l’incremento del loro grado di calore rispetto ai ‘compagni’ più leggeri e che la temperatura aumenta in relazione alla massa. I resti di supernova come Sn1987A sono di fondamentale importanza per gli astronomi perché costituiscono una sorta di laboratorio cosmico, che permette loro di studiare fenomeni in condizioni estreme che non sarebbero riproducibili sulla Terra, proprio come queste onde d’urto e i processi ad esse collegati.

Autore

Valeria Guarnieri

Nata in tempo utile per vivere sin dall'inizio il fenomeno Star Wars, lavora in ASI dal 2000 e dal 2011 si occupa di comunicazione web presso l'Unità Relazioni Esterne e URP dell'ente. Dedica la maggior parte del tempo libero alla montagna, suo grande amore.

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