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Variazioni in corso d’opera nel programma di esplorazione lunare della Nasa: focus della nuova strategia sarà lo sviluppo di una base per consentire la presenza duratura dell’uomo sul nostro satellite naturale. L’annuncio di questo cambiamento è stato dato ieri, durante l’evento ‘Ignition’ organizzato dall’ente spaziale americano per illustrare le nuove iniziative della National Space Policy americana.

La realizzazione della base lunare, che prevede un investimento di 20 miliardi di dollari nell’arco di sette anni, si articola in tre fasi. La fase 1 (2026-2028) riguarderà l’intensificazione di missioni robotiche mirate a consolidare l’affidabilità nei viaggi per raggiungere la Luna e studiare, tramite dimostrazioni tecnologiche, soluzioni atte a migliorare le operazioni logistiche e i servizi per la futura base; le missioni si svolgeranno tramite i programmi Clps (Commercial Lunar Payload Services) e Ltv (Lunar Terrain Vehicle).

La fase 2 (2029-2031) vedrà l’inizio dei lavori di costruzione della base, che comprendono la realizzazione delle infrastrutture necessarie per il soggiorno degli astronauti (ad esempio, per telecomunicazioni e navigazione e per l’alimentazione elettrica), per l’allunaggio dei moduli cargo e per dare supporto adeguato a due missioni con equipaggio ogni anno.

Infine, nella fase 3 (dal 2032 in poi) entreranno in scena le infrastrutture destinate a garantire una presenza umana continua. Tra esse figura Mph (Multi-Purpose Habitat), un modulo abitativo multiuso: si tratta di un progetto dell’Agenzia Spaziale Italiana in collaborazione con la Nasa, sviluppato da Thales Alenia Space Italia, e costituisce un importante asset strategico del nostro paese all’interno del programma Artemis.

Per la realizzazione della base saranno utilizzati – con qualche modifica – progetti già esistenti come Gateway, l’avamposto spaziale ideato per orbitare intorno alla Luna e per svolgere un doppio ruolo: laboratorio per esperimenti scientifici nello spazio profondo e struttura di supporto per le missioni lunari del programma Artemis. Infine, saranno introdotte anche tecnologie innovative come MoonFall, drone in grado di spostarsi da un punto all’altro della superficie lunare.

 

In alto: concept di base lunare (Crediti: Nasa)