Un Sole trasformato in un anello di fuoco quasi perfetto sospeso sopra l’Antartide. È la spettacolare immagine realizzata dalla stazione di ricerca antartica Concordia il 17 febbraio 2026, durante un fenomeno molto suggestivo chiamato eclissi solare anulare.

Nell’attimo immortalato dalla foto, la Luna è passata esattamente davanti al centro del disco solare. È il momento che gli astronomi chiamano anularità: il Sole non viene oscurato del tutto, ma resta visibile come un sottile cerchio luminoso intorno al profilo scuro della Luna. Un anello di fuoco, appunto.

Ma quindi che cos’è un’eclissi solare anulare, e in cosa si differenzia dalla più famosa eclissi totale?

Un’eclissi solare anulare si verifica quando la Luna si posiziona tra la Terra e il Sole, trovandosi però nel punto più lontano della sua orbita ellittica, l’apogeo. In quel momento il nostro satellite appare leggermente più piccolo rispetto al Sole, e non riesce a coprirlo completamente. Ecco dunque formarsi quell’anello luminoso immortalato dalla base in Antartide.  L’eclissi solare si definisce invece totale quando la Luna copre completamente il disco luminoso del Sole, oscurandolo così del tutto.

Quando si verifica un’eclissi solare anulare, in genere interessa soltanto una piccola parte del nostro pianeta. Nel caso del 17 febbraio, quella sottile traiettoria attraversava una porzione remota dell’Antartide. I tecnici e gli scienziati della stazione Concordia, gestita dai programmi di ricerca francese e italiano, sono stati dunque tra le poche persone al mondo a poter assistere.

La base Concordia si trova a 1.100 chilometri dalla costa, a 3.200 metri di altitudine. In questo periodo dell’anno siamo nell’estate australe: il Sole resta sopra l’orizzonte per quasi 20 ore al giorno e le temperature possono essere considerate miti per i poli, ovvero -29 gradi.

Queste condizioni rendono la Concordia uno degli ambienti più simili, sulla Terra, a una missione spaziale di lunga durata. E proprio dallo spazio giunge la seconda testimonianza di questa eclissi anulare. Il satellite Proba-2 dell’Esa ha osservato il fenomeno dall’orbita terrestre, attraversando più volte il cono d’ombra lunare e documentando l’eclissi anulare in ultravioletto estremo, una lunghezza d’onda che permette di studiare il magnetismo della corona solare.

L’eclissi anulare di questo inizio 2026 è stata dunque un evento per pochi. Ma gli astronomi hanno già diffuso alcuni appuntamenti futuri che saranno più accessibili. Il 12 agosto 2026 un’eclissi solare totale sarà visibile da Groenlandia, Islanda e Spagna. E in parte anche dall’Italia: nel nostro paese l’eclissi è considerata parziale, anche se è atteso comunque uno spettacolo imperdibile, con oltre il 90% del Sole oscurato al tramonto, intorno alle 8 di sera.  Il 2 agosto 2027 un’altra eclissi totale attraverserà il sud della Spagna, il Nord Africa e il Medio Oriente. Di nuovo, in Italia l’eclissi sarà parziale, con un’oscurazione solare intorno al 70% alle 11 del mattino.

Mentre per la prossima eclissi solare anulare, fenomeno che si verifica decisamente con meno frequenza, dovremo aspettare il 26 gennaio 2028: a quel punto, lo spettacolare anello di fuoco sarà visibile dal Sud America e dalla Penisola Iberica. In Italia in questo caso il fenomeno si distinguerà a fatica, proprio per la natura peculiare dell’eclissi solare anulare. In compenso, una spettacolare eclissi totale sarà visibile dal nostro paese il 31 dicembre 2028, con un oscuramento totale del Sole nel tardo pomeriggio, al sorgere della Luna.

Più o meno visibile, c’è un dettaglio che hanno in comune le due tipologie di eclissi, almeno per quanto riguarda qualunque loro osservazione dal nostro pianeta: è sempre necessario proteggersi gli occhi con filtri certificati. Per potersi godere in sicurezza la suggestiva danza tra Sole e Luna.