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Mentre prosegue il conto alla rovescia verso il pensionamento della Stazione Spaziale Internazionale, Axiom Space consolida la propria posizione come uno dei principali candidati a raccoglierne l’eredità. L’azienda statunitense ha annunciato l’arrivo di un finanziamento da 350 milioni di dollari, destinato a sostenere lo sviluppo della sua futura stazione spaziale commerciale e delle nuove tute lunari per la Nasa. Il pacchetto di fondi, guidato da Type One Ventures e dalla Qatar Investment Authority, insieme ad altri gruppi industriali internazionali, segna un ulteriore passaggio nella trasformazione di Axiom da startup spaziale a player industriale di primo livello, con ambizioni strutturali importanti per il mercato dell’orbita bassa.

La priorità per l’azienda resta la realizzazione della Axiom Station, concepita come infrastruttura commerciale modulare destinata a diventare operativa prima della dismissione della Iss, prevista per la fine del decennio. Il cuore del progetto è il Payload Power Thermal Module (Pptm), il primo elemento della stazione, il cui lancio è programmato per il 2028.

In una prima fase, questo modulo verrà agganciato alla Stazione Spaziale Internazionale, sfruttandone le infrastrutture. Solo in un secondo momento, con l’arrivo di un modulo abitativo dedicato previsto per il 2029, Axiom prevede di separarsi dalla Iss per avviare una stazione autonoma e libera in orbita, in grado di ospitare un equipaggio di quattro persone in modo continuativo.
Secondo l’amministratore delegato di Axiom Jonathan Cirtain, questa strategia consentirà di evitare un vuoto operativo tra la fine della Iss e l’entrata in servizio delle nuove stazioni commerciali, garantendo agli Stati Uniti e ai partner occidentali una presenza stabile e continuativa in orbita bassa.

Il futuro della Axiom Station è strettamente legato al programma Commercial Low Earth Orbit Destinations (Cld) della Nasa, pensato per sostenere la nascita di stazioni private che sostituiscano l’attuale avamposto orbitale. Axiom dispone già di un accordo preliminare per l’utilizzo di una porta di attracco della Iss, ma la seconda fase del programma Cld necessita ancora di tempo, perché è stata rinviata dopo una revisione strategica interna.
Su questo Cirtain ha avuto recenti rassicurazioni dal nuovo amministratore della Nasa, Jared Isaacman, che gli ha ribadito quanto la nuova stazione spaziale e i suoi tempi di realizzazione restino una priorità dell’agenzia governativa. L’obiettivo dichiarato della Nasa è infatti quello di avere una stazione alternativa alla Iss operativa prima del 2030, ma restano da chiarire i tempi e le modalità dei futuri bandi. Axiom, comunque, non ha modificato la propria roadmap industriale in attesa delle decisioni.

Le nuove tute spaziali concepite da Axiom Space, con design Prada, per il programma Artemis 3 (crediti: Axiom, Prada)

Le nuove tute spaziali concepite da Axiom Space, con design Prada, per la missione Artemis 3 (crediti: Axiom, Prada)

Accanto al progetto orbitale, Axiom è coinvolta in un altro programma strategico: lo sviluppo delle nuove tute spaziali per le missioni Artemis, a partire da Artemis 3, che dovrebbe riportare gli astronauti sulla superficie lunare. La tuta, denominata AxEmu, è in gran parte finanziata dalla Nasa, ma si impiegherà una percentuale dei nuovi capitali per potenziare le capacità operative di missione, indispensabili per l’uso sia in ambiente lunare sia in orbita bassa.
Il progresso nello sviluppo delle tute viene seguito con attenzione, perché rappresenta uno degli elementi critici per il rispetto delle tempistiche di Artemis, insieme allo sviluppo dei lander lunari di SpaceX e Blue Origin.
Axiom ha dichiarato di essere in linea con le scadenze Nasa e consegnerà le nuove tute nel 2027, come programmato.

I nuovi finanziamenti segnano un cambio di passo nella strategia finanziaria di Axiom: se nelle fasi iniziali aveva fatto affidamento soprattutto sui capitali di rischio, oggi il peso degli investitori istituzionali e dei fondi sovrani sta diventando centrale. Un segnale che il mercato delle infrastrutture spaziali viene sempre più percepito come un settore industriale di lungo periodo e commercialmente attraente, non più solo come scommessa tecnologica.
Axiom Space, grazie ai nuovi fondi, espande le sue ambizioni e non punta più a fornire soltanto dei servizi alla Nasa, ma a diventare uno degli architetti del prossimo ecosistema orbitale.

Guarda anche un video di approfondimento sulle nuove tute spaziali progettate per Artemis 3, il ritorno degli astronauti sulla superficie lunare 👉

Immagine di apertura – Ricostruzione artistica della stazione spaziale proposta dalla Axiom Space
Crediti: Axiom