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Si ritiene che Europa, una delle lune di Giove, ospiti un oceano di acqua salata sotto una crosta di ghiaccio frammentata: un ottimo bersaglio, quindi, per la caccia ai mondi abitabili del Sistema Solare. Le stime dello spessore della crosta di ghiaccio variano da 3 chilometri a oltre 30 chilometri e le osservazioni della sonda Galileo della Nasa, attiva sino al settembre 2003, hanno evidenziato vaste regioni di fratture, suggerendo che la crosta possa contenere crepe, faglie, pori o bolle nel sottosuolo. Se persistenti, queste crepe potrebbero fornire vie di accesso per l’abitabilità, facilitando il trasporto di ossigeno e sostanze nutritive tra la superficie e l’oceano.

Ora, i dati della missione Juno della Nasa, lanciata nell’agosto 2011, hanno fornito nuove informazioni della calotta di ghiaccio sotterranea di Europa, riassunte in un articolo pubblicato su Nature Astronomy e ottenute durante il sorvolo del 2022, quando la sonda si è avvicinata a circa 360 chilometri dalla superficie della luna. Le osservazioni, effettuate utilizzando il Radiometro a Microonde (Mwr) suggeriscono l’esistenza di un guscio di ghiaccio sia spesso circa 29 chilometri, con crepe, pori o altri elementi di diffusione che si estendono a profondità di centinaia di metri sotto la superficie. Le caratteristiche di queste strutture, tra cui dimensioni ridotte e profondità limitata, indicano che tali elementi non sono sufficienti, di per sé, a trasportare nutrienti dall’esterno fino all’oceano.

«La stima di 29 chilometri si riferisce allo strato esterno freddo, rigido e conduttivo di un guscio di ghiaccio composto da acqua pura», ha dichiarato Steve Levin, primo autore dello studio. «Se esiste anche uno strato convettivo interno, leggermente più caldo — cosa possibile — lo spessore totale del guscio di ghiaccio sarebbe ancora maggiore. Se invece il ghiaccio contiene una modesta quantità di sale disciolto, come suggerito da alcuni modelli, la nostra stima dello spessore si ridurrebbe di circa 5 chilometri.»

Oltre allo spessore, il Mwr ha confermato la presenza di crepe, pori e cavità nel ghiaccio superficiale. Queste irregolarità, seppur piccole, sono fondamentali per comprendere la struttura interna di Europa e le sue potenzialità come mondo abitabile oltre la Terra.

I dati raccolti da Juno, che vede un forte impegno dell’Agenzia Spaziale Italiana, saranno preziosi per le future missioni verso Europa: Europa Clipper della Nasa, lanciata ad ottobre 2024, e Juice dell’Esa, lanciata ad aprile 2023; l’ASI, affiancata dalla comunità scientifica nazionale e dall’industria, ha collaborato anche a questa missione.

 

In apertura: Europa immortalata dalla telecamera JunoCam a bordo della sonda spaziale Juno durante il sorvolo ravvicinato effettuato il 29 settembre 2022. Crediti: Nasa/Jpl-Caltech/Swri/Msss/Björn Jónsson (CC BY 3.0)