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Un ‘girino’ spaziale

Un ‘girino’ spaziale

Ha una testa ellittica e una coda dritta e lunga circa 500mila anni luce, che le conferiscono l’aspetto di un girino: non è un anfibio di dimensioni esagerate, ma una particolare galassia recentemente osservata da un gruppo di astronomi di Israele, Stati Uniti e Russia. L’oggetto celeste, colto in un periodo caotico della sua vita millenaria, si presenta effettivamente come quello che resta di una galassia e non ha mancato di suscitare l’interesse degli addetti ai lavori; gli studiosi, infatti, hanno visto nella struttura e nelle caratteristiche del gigantesco ‘girino cosmico’ ulteriori elementi per comprendere come e perché talune galassie finiscano per trovarsi in una condizione critica e poi sparire. Quando si verificano questi fenomeni, inoltre, le stelle del soggetto morente vengono assorbite da altre galassie più massicce oppure scagliate verso lo spazio intergalattico.

I risultati delle osservazioni sul ‘girino’ sono stati illustrati nell’articolo “Hickson Compact Group 98: a complex merging group with a giant tidal tail and a humongous envelope”, pubblicato di recente su Monthly Notices of the Royal Astronomical Society. La galassia si trova ad una distanza di circa 300 milioni di anni luce dalla Terra e complessivamente si estende per 1 milione di anni luce, una lunghezza superiore di 10 volte rispetto a quella della Via Lattea. Le osservazioni sono state condotte con due telescopi da 70 centimetri, uno situato presso l’osservatorio Wise e un altro presso l’Università della California-Los Angeles, equipaggiati con fotocamere Ccd. Secondo gli autori del paper, il ‘girino’ extra large è frutto dello ‘sconvolgimento’ di una piccola galassia nana, contenente soprattutto stelle e non visibile in precedenza.

Un soggetto vulnerabile, quindi, che non ha resistito all’influenza di due galassie vicine: le due prepotenti hanno iniziato ad usare la loro forza gravitazionale sulle stelle prossime, che hanno formato la testa del ‘girino’ mentre la coda è stata formata da quelle più lontane, che hanno opposto resistenza a queste sollecitazioni. Gli astronomi hanno notato che il ‘girino’ contiene un sistema di due dischi galattici, che insieme alle due vicine ingombranti costituisco un gruppo compatto, il cui destino – nei prossimi miliardi di anni – sarà la fusione in una sola galassia.  La ‘comitiva’ in questione è classificata come Hcg098; Hcg sta per Hickson Compact Groups, un catalogo compilato nel 1982 dall’astronomo canadese Paul Hickson e costituito da 100 gruppi galattici che però non fanno parte del nucleo di ammassi. In questo tipo particolare di ambienti, secondo gli esperti, è possibile studiare esempi di interazioni tra galassie senza fattori di disturbo, verificare come la materia venga trasferita da un soggetto all’altro e comprendere come l’aggiunta di nuova materia posa agire sullo sviluppo delle galassie.

Autore

Valeria Guarnieri

Nata in tempo utile per vivere sin dall'inizio il fenomeno Star Wars, lavora in ASI dal 2000 e dal 2011 si occupa di comunicazione web presso l'Unità Relazioni Esterne e URP dell'ente. Dedica la maggior parte del tempo libero alla montagna, suo grande amore.

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