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Perseverance è alla sua quarta missione scientifica su Marte, stavolta nella zona di Bright Angel, che ha raggiunto il 9 giugno scorso (Sol 1173) dopo un viaggio problematico e rischioso, soprattutto nella prima fase.

Il rover Nasa ha proceduto sul fondo di un ipotetico fiume fossile che, miliardi di anni fa, probabilmente alimentava il lago situato nel vicino cratere Jezero. Avanzando esclusivamente attraverso il sistema di navigazione automatica Autonav, non presente in nessuno dei robot precedenti, si è imbattuto in una zona particolarmente ricca di massi e rocce affioranti.

Percorso a ostacoli sul Mount Washburn

Dopo un successo iniziale, il percorso è diventato più sofferto e impervio. Il rover ha incontrato rocce sempre più grandi e così fitte da rendere il passaggio complicato, se non impossibile. La distanza che in media Perseverance percorre ogni giorno è di 100 metri, ma in queste condizioni non è riuscito a coprire più di poche decine di metri, rallentando la tabella di marcia in modo significativo.

La situazione ostile ha quindi fatto cambiare idea ai tecnici del controllo da Terra, che hanno diretto il rover verso una rotta alternativa, quella delle dune, nella speranza che potesse permettere un movimento più veloce, fluido e sicuro. Le dune però comportano il grave rischio di impantanare le ruote, anche fino al punto di impedire di liberarsi mettendo fine alla missione, come accaduto nel 2009 a Spirit. Con gran sorpresa, il passaggio sulle dune si è rivelato invece particolarmente sicuro, consentendo persino di accelerare e recuperare il tempo perduto, percorrendo fino a 200 metri al giorno e raggiungendo la meta in soli 4 giorni.

percorso di Perseverance verso Bright Angel

Il percorso alternativo ha anche offerto l’opportunità di un passaggio ravvicinato al cosiddetto Mount Washburn, una collina rocciosa dalle caratteristiche geologiche peculiari e variegate che sono probabilmente frutto di processi legati ad antichi bacini di lava sotterranei. In particolare, ha destato interesse una roccia diversa dalle altre e battezzata Atoko Point. Analizzata dalla SuperCam e dalla Mastcam-Z del rover, ha rivelato di contenere silicati e tectosilicati come il pirosseno o il feldspato, insieme ad altre rocce mai rinvenute prima sul Pianeta Rosso.

Perseverance resterà ancora nella zona di Bright Angel, nel tentativo di prelevare campioni ed eseguire analisi: a giudicare dal colore chiaro delle rocce presenti, si pensa che l’intera zona fosse anticamente ricoperta di acqua, un fattore molto importante per gli scopi della missione.

 

Immagine di copertina: Perseverance mostra un panorama della zona di Bright Angel (sulla destra) mentre percorre l’antico fiume Neretva Vallis.

Prima immagine all’interno del testo: composizione di 18 immagini della distesa rocciosa del Mount Washburn dove si nota l’Atoko Point, la roccia più chiara

Prima immagine all’interno del testo: il tratto che Perseverance ha percorso tra il 31 gennaio e l’11 giugno 2024 ripreso dallo strumento HiRise a bordo del Mars Reconnaissance Orbiter 

Crediti: Nasa/Jpl-Caltech