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La Nasa è alla ricerca di soluzioni per ridurre i tempi e i costi di Mars Sample Return (Msr).

Mrs avrà il compito di raccogliere e riportare sulla Terra una serie di campioni di materiale superficiale marziano, raccolti dal rover Perseverance, con l’obiettivo di individuare eventuali tracce di vita presenti o passate sul Pianeta Rosso.

Per portare a termine questa complessa missione e livellare i corsti, la Nasa ha unito i suoi sforzi a quelli dell’Esa. Nello specifico, la Nasa ha commissionato uno studio per valutare il futuro del programma. Da tale analisi è emerso che la missione, così come è prevista ora, costerebbe tra gli 8 e gli 11 miliardi di dollari. Questa somma andrebbe integrata nel budget generale che l’agenzia ha stanziato per il settore e questo comporterebbe un ritardo per la  fase di restituzione dei campioni, dall’inizio del prossimo decennio al 2040.

Per cercare una soluzione, la Nasa ha  recentemente pubblicato una call per la formulazione di proposte in grado di fornire soluzioni alternative a costi minori.

Le proposte dovranno essere consegnate entro il prossimo 17 maggio e l’agenzia metterà a disposizione subito dopo una serie di contratti per il finanziamento delle ricerche.

Con questi studi la Nasa punta a migliorare l’architettura di base di Mars Sample Return. Nel dettaglio i nuovi piani prevedono il lancio dell’Earth Return Orbiter sviluppato dall’Esa nel 2030, leggermente più tardi di quanto attualmente previsto inizialmente.

A seguire, nel 2035, sarà la volta del Sample Retrieval Lander (Srl) e del Mars Ascent Vehicle (Mav), mentre  l’arrivo dei campioni a terra  è previsto nel 2040.

Il piano prevede che Perseverance completi l’esplorazione del terreno nei dintorni del Cratere Jezero nel 2028. Una volta raggiunta la  sua postazione finale, il rover dovrebbe entrare in uno stato di quiescenza fino all’arrivo del Sample Retrieval Lander.

Lori Glaze, direttrice della divisione scienze planetarie dell’agenzia ha dichiarato che la Nasa si impegnerà nella ricerca di 200 milioni di dollari aggiuntivi per la missione che dovrebbero essere stanziati all’interno della linea “Planetary Decadal Future”, già presente nel bilancio. In questo modo non sarebbe necessario ricorrere al prelievo di fondi che dovrebbero essere utilizzati per altre missioni dedicate all’esplorazione del Sistema Solare.

 

Foto in apertura: rappresentazione artistica delle fasi della missione Mars Sample Return. Crediti: Nasa