Ebbene sì, anche i buchi neri supermassicci, i grandi divoratori ospitati al centro delle galassie, possono a volte sfuggire e vagabondare nello spazio. In rare circostanze, infatti, questi oggetti superdensi, in grado di attirare tutto ciò che li circonda, vengono spinti fuori dalla loro posizione e iniziano a sfrecciare tra le galassie, diventando così supermassicci anomali.

Previsti dalle teorie che spiegano la fisica dell’Universo ma non ancora osservati fino a oggi, una nuova ricerca ha individuato le potenziali tracce di quello che potrebbe essere il primo buco nero supermassiccio in fuga da noi catturato.

Studio ancora in fase di pubblicazione, la scoperta è stata effettuata fortuitamente durante alcune osservazioni con il telescopio Hubble.

Un supermassiccio fuggitivo è il frutto dell’interazione tra almeno 3 galassie: quando due sistemi galattici si fondono, i loro buchi neri costituiscono un sistema binario di supermassicci situato al centro della nuova galassia generata. Questo sistema, che può sopravvivere fino a un miliardo di anni prima di fondersi, può essere sconvolto se ai primi due supermassicci se ne congiunge un terzo di una nuova galassia interagente. L’interazione ora tra tre buchi neri potrebbe comportare per uno di loro un aumento di velocità, spingendolo così fuori dal centro galattico.

La sua fuga lascia però delle tracce nel mezzo circumgalattico che l’anomalo supermassiccio attraversa. Passando nell’idrogeno ionizzato tra le galassie, il fuggitivo crea, infatti, una scia di gas sconvolto. Questo, concentrato in nubi, potrebbe successivamente raffreddarsi e attivare così la formazione di giovani stelle, le quali appariranno come dei nodi lungo la scia del fuggitivo.

Immagini della Advanced Camera for Surveys di Hubble che mostrano la caratteristica linea che potrebbe derivare da un supermassiccio anomalo. Crediti: van Dokkum et al. 2023

Questo tratto caratteristico, simile al susseguirsi di diversi punti-linea, è stato osservato casualmente in alcune immagini della Advanced Camera for Surveys di Hubble, facendo ipotizzare ai ricercatori di essere di fronte alle prime osservazioni di un buco nero in fuga.

I tre nodi di stelle osservati lungo la potenziale scia del supermassiccio sarebbero costituiti, secondo gli autori della ricerca, da giovani stelle con un’età inferiore ai 30 milioni di anni, intervallo che coinciderebbe con i modelli predittivi.

Ulteriore indizio a favore dell’ipotesi di un buco nero in fuga sarebbe la morfologia perturbata nella galassia da cui il supermassiccio è stato espulso. La perturbazione consiste nell’innesco di produzione stellare, processo che però potrebbe essere spiegato anche dall’azione di un getto relativistico espulso da un buco nero fermo piuttosto che in fuga.

Tuttavia, i ricercatori hanno riscontrato nelle osservazioni di Hubble una morfologia perturbata non corrispondente alle simulazioni o alle osservazioni della formazione stellare indotta dai getti di plasma.

La ricerca necessita ora ulteriori verifiche e osservazioni per determinare se effettivamente siamo di fronte al primo caso di un buco nero supermassiccio in fuga, potendo così segnare un passo fondamentale nella comprensione di questi divoratori anomali, scollegati dalle loro galassie madri e tra gli oggetti più affascinanti e dinamici dell’universo.

 

Immagine in evidenza: illustrazione artistica di un buco nero supermassiccio in fuga. Crediti: Nasa/Cxc/M.Weiss