Acqua e ossigeno non sono i soli ‘ingredienti’ essenziali per le colonie lunari del futuro. Gli astronauti che occuperanno le basi permanenti sul nostro satellite avranno anche bisogno di energia elettrica. Un giorno sulla Luna dura circa 29.5 giorni terrestri, di cui la metà di luce e l’altra metà di buio. Questa lunga notte lunare rende insufficiente una tecnologia esclusivamente basata su pannelli solari.

Come produrre dunque abbastanza energia elettrica? Un progetto guidato dagli statunitensi Sandia National Laboratories suggerisce che la risposta potrebbe giungere dalle microgrid, ovvero sistemi di distribuzione locale di energia in grado anche di funzionare autonomamente.

Sandia sviluppa da anni sistemi simili sul nostro pianeta, per utilizzi sia civili che militari. L’idea è impiegare la stessa tecnologia sulla Luna, mettendo a punto essenzialmente due microreti collegate tra loro: una per l’unità abitativa destinata agli astronauti, e l’altra per il centro di estrazione e lavorazione, progettato per la produzione di carburante per razzi, acqua, ossigeno e altri materiali necessari all’esplorazione lunare.

In passato, il team di Sandia ha già collaborato con la Nasa, fornendo ad esempio assistenza sui generatori termoelettrici che hanno alimentato alcuni esperimenti lunari delle missioni Apollo. Questa nuova partnership nell’ambito del programma Artemis permetterà ulteriori applicazioni delle tecnologie terrestri nello spazio, in vista di una futura presenza permanente dell’essere umano sulla Luna.

 

Immagine in apertura: Rappresentazione artistica di un sistema di microgrid lunare. Crediti: Eric Lundin