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Replay: Luca e la sua #SpacewalkForAms

di Redazione

Sei ore di intenso lavoro svolte fuori dalla Stazione Spaziale Internazionale per l’astronauta italiano dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) Luca Parmitano insieme al collega americano Andy Morgan. Un’attività spaziale che non si potrà certo definire una passeggiata come normalmente vengono chiamate queste uscite fori dalla ISS, visto che anche la NASA le ha definite le più complesse operazioni nel vuoto cosmico dai tempi delle riparazioni sul telescopio spaziale Hubble.

Un compito straordinario dunque quello che hanno effettuato i due astronauti, venerdì 15 novembre, a partire dalle ore 13.05 italiane nel corso della prima uscita della missione europea Beyond. Questa sarà solo l’inizio di una serie di complesse passeggiate spaziali per la manutenzione dello strumento Alpha Magnetic Spectrometer (AMS-02) un rilevatore di particelle di antimateria e di materia oscura situato in cima alla struttura a traliccio S3 della Stazione tra una coppia di pannelli solari e radiatori. La NASA considera queste uscite, chiamate tecnicamente EVA (da Extra-Vehicular Activity), particolarmente impegnative in quanto AMS-02 non era stato inizialmente progettato per operazioni straordinarie di mantenimento. Attività che per Parmitano, attualmente comandante della Stazione Spaziale Internazionale, è la terza EVA dopo quelle effettuate nel 2013 nel corso della missione Volare dell’Agenzia Spaziale Italiana. La sua seconda uscita fu caratterizzata da un pericoloso incidente che concluse l’uscita poco dopo il suo avvio.

In questa prima EVA Luca Parmitano, grazie alla sua esperienza accumulata, è stato EV-1 ossia il leader vestendo la tuta con le righe rosse per differenziarsi dal collega ed è la prima volta che un astronauta europeo ha ricoperto questa carica. Il compito iniziale dei due astronauti è stato quello di sostituire il sistema di raffreddamento AMS-02 e riparare una perdita di refrigerante che serve a mantenere fredda e costante la temperatura dello strumento. La coppia è stata supportata dagli astronauti americani Christina Koch e Jessica Meir che gestiranno il braccio robotico Canadarm-2 dall’interno della Stazione contribuendo a posizionare gli astronauti attorno al loro sito di lavoro altrimenti difficile da raggiungere. L’intera passeggiata spaziale è durata circa sei ore e preparerà la scena per almeno altre tre.

L’Alpha Magnetic Spectrometer (AMS-02) è un rilevatore di particelle operante come modulo esterno della Stazione Spaziale Internazionale. Si tratta di un ambizioso laboratorio orbitante per la fisica delle particelle, con più di 3 metri di lato per un peso complessivo di 7,5 tonnellate, il cui scopo è quello di studiare con precisione la composizione e l’abbondanza dei raggi cosmici nello spazio in cerca di tracce di antimateria primordiale e materia oscura ad energie estreme fino a qualche TeV (“tera-elettronvolt”). La maggior parte dei raggi cosmici, circa il 99%, è formato da materia “ordinaria” quali protoni e nuclei elio. Lo strumento AMS-02 è stato progettato per misurare con precisione la rarissima componente di antimateria nei raggi cosmici, come positroni ed anti-protoni, e scovare particelle di antimateria pesante, come nuclei di anti-elio, mai osservati fino ad oggi. L’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) sostengono questo esperimento dal 1995, nell’ambito di una collaborazione internazionale che comprende istituti di ricerca e università in America, Europa e Asia. I ricercatori italiani sono responsabili della realizzazione, del mantenimento e delle operazioni dei principali strumenti di bordo, e partecipano in prima persona all’analisi scientifica dei dati raccolti dallo strumento. I rivelatori di particelle di AMS-02 sono stati progettati, costruiti e sono ad oggi operati con l’apporto dei ricercatori INFN di Bologna, Milano, Perugia, Pisa, Roma La Sapienza, e Trento. ASI contribuisce alle attività di operazione dello strumento e di analisi dati con la partecipazione di ricercatori presso l’Unità di Ricerca Scientifica (ASI-URS) e Space Science Data Center (ASI-SSDC). Il rilevatore AMS-02 è stato portato in orbita con la penultima missione dello Shuttle, l’STS-134 Endeavour che aveva a bordo l’astronauta italiano dell’Agenzia Spaziale Europea Roberto Vittori dell’ASI DAMA, ed è stato agganciato alla ISS dove, dal 19 maggio 2011, sta raccogliendo raggi cosmici con

«Le attività extra-veicolari – ha dichiarato il presidente dell’Asi Giorgio Saccoccia – sono sempre un evento complesso e delicato e quella di oggi, che coinvolge Luca Parmitano, lo è ancor di più L’astronauta italiano dell’ESA insieme al collega statunitense Andrew Morgan dovranno iniziare i lavori di ripristino dell’Esperimento AMS-2, il cacciatore di antimateria posto all’esterno della Stazione Spaziale Internazionale. Operare al di fuori della Stazione sarà sempre più la regola. Il futuro dell’uomo nello spazio sarà quello di trovarsi sempre più ad operare in un ambiente così distante e lontano per il quale siamo stati creati. Dobbiamo cominciare a pensare allo spazio non più come un ambiente ostile da vivere ma un ambiente nel quale si opererà in maniera quotidiana dove fare operazioni di assemblaggio, manutenzione, produzione. Ovviamente nulla è facile: sono operazioni di una complessità enorme e abbiamo bisogno di donne ed uomini straordinari come i nostri astronauti che ci permetteranno di fare quel passaggio tra la straordinarietà all’ordinarietà. Persone preparate con lunghi e complessi addestramenti e formazione in Italia ed all’estero, come il nostro Luca Parmitano. In particolare quello che lui farà è un insieme di addestramento fondamentale e di conoscenza di strumenti di ricerca sui quali andranno ad intervenire. Una nuova forma di Uomo Rinascimentale spostata su un’altra dimensione. Lo spazio».

Nel video seguente l’animazione che mostra gli interventi effettuati dai due astronauti nel corso dell’attività extra-veicolare.

 

 

 

Circa l'autore

Manuela Proietti

Giornalista, photo- e videographer. Dal 2009 coordina i progetti editoriali dell'Agenzia spaziale italiana. Ha lavorato per l'Agenzia Dire e scritto per La Stampa

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