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Blue Origin, ritardi per i voli con equipaggio

Se Elon Musk si dice pronto a avviare la colonizzazione di Marte a partire dalla metà degli anni venti, molto più pragmatico appare il patron di Amazon, Jeff Bezos, e i manager della sua Blu Origin che hanno dato vita al veicolo spaziale commerciale New Shepard. Dal palco del Tech Cruch di San Francisco , Bob Smith, amministratore delegato della compagnia, ha dichiarato che New Shepard non effettuerà il primo volo con equipaggio entro la fine dell’anno come inizialmente previsto.

L’ultima prova del New Shepard, un volo dal sito di lancio nell’ovest del Texas, si era svolta il 2 maggio scorso ed era propedeutica a i test sui diversi parametri da sistemare in attesa del volo con equipaggio. Dopo quel giorno, la compagnia non ha reso pubblici altri dettagli su ulteriori voli, limitandosi a presentare una richiesta per la licenza per la trasmissione di dati relativi alla telemetria da utilizzare per un volo a novembre.I vertici della compagnia di Jeff Bezos, hanno poi annunciato di avere in programma altri due voli di prova privi di equipaggio, dedicati ai test sulla sicurezza del personale a bordo, prima di dare il via ai voli con i primi turisti spaziali.

I biglietti al momento non sono ancora in vendita e per ora sappiamo solo che il prezzo da pagare sarà esorbitante: qualche centinaia di migliaia di dollari per provare l’esperienza del volo suborbitale in assenza di gravità. New Shepard è un razzo completamente riutilizzabile privo di pilota e controllato dal computer di bordo. Una volta pronta, la capsula del razzo sarà in gradi di ospitare sei passeggeri che potranno godere dello spettacolo della Terra da circa 100 chilometri di altezza. Ma non è tutto. Blue Origin ha espresso la volontà di abbassare i prezzi dei suoi biglietti nel corso del tempo, per poter rendere il turismo spaziale più abbordabile per un numero di persone sempre maggiore.

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