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Marte, ferma la talpa di Insight

Marte, ferma la talpa di Insight

Il team della missione Nasa Insight è al lavoro per liberare la talpa, uno strumento progettato per penetrare con un martello fino a 5 metri di profondità, che risulta bloccato appena sotto la superficie del pianeta rosso. Lo strumento è parte della sonda di flusso termico, denominata Hp3 ed  è assieme al sismografo Seis, uno degli strumenti principali del lander. Il suo obiettivo, è la misurazione della quantità di calore che proviene dall’interno di Marte. Lo strumento è stato posizionato sulla superficie qualche settimana dopo l’atterraggio di Insight avvenuto lo scorso 26 novembre e ha iniziato a martellare la superficie verso la fine di febbraio.  Poco dopo, Il team a terra, è stato costretto ad interrompere la procedura a causa del blocco della talpa a circa 30 centimetri di profondità e da allora sta indagando per scoprirne i motivi.

Gli scienziati hanno identificato tre cause del blocco:  secondo la prima, la talpa potrebbe aver incontrato una roccia che  impedisce l’avanzamento,  mentre la seconda, ipotizza che la catena posta dietro la talpa possa essere bloccata dalla struttura di supporto dello strumento. Secondo la terza ipotesi, la più probabile, lo scafo della talpa non ha abbastanza attrito con la regolite circostante per impedirgli di rimbalzare durante la fuoriuscita del martello. La mancanza di attrito potrebbe essere causata dalla presenza di un duricrust di regolite , ovvero uno strato superficiale molto duro che ha una coesione più elevata rispetto agli strati sottostanti. Se la talpa si trova in prossimità di questo strato, lo scafo potrebbe aver perso attrito, e con il passare del tempo la talpa potrebbe aver allargato il buco. 

Il team della missione ha dichiarato che lo strumento ha martellato il sottosuolo negli ultimi giorni, ma i risultati del test non sono ancora stati analizzati. Il sismometro Seis ha rilevato sei eventi sismici finora, uno di questi è un probabile terremoto ma di magnitudo debole, pari a 2-2,5 a circa 150 chilometri dal sito di atterraggio.  Gli scienziati sperano di individuare altri eventi sismici con magnitudo maggiore di 4, per riuscire a determinare come sono stratificati il nucleo, il mantello e la crosta di Marte.

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