Si nasconde sotto la città di Ames, in Oklahoma, ed è al centro di un recente studio che ne ha proposto una nuova datazione e quindi un differente contesto storico: si tratta di un cratere da impatto, prodotto da un asteroide che secondo i ricercatori avrebbe potuto contribuire a uno degli eventi di estinzione di massa verificatisi nella storia millenaria della Terra. Lo studio, pubblicato su Meteoritics and Planetary Science, è stato coordinato dall’Università del Texas-Austin e si è basato sull’analisi dei cristalli di zircone, un minerale silicatico molto resistente e in grado di mantenere traccia di eventi geologici anche per miliardi di anni.
Il cratere, che ha preso il nome della città di Ames, ha un diametro di 16 chilometri, è sepolto sotto oltre 2 chilometri di rocce sedimentarie ed è stato scoperto in tempi relativamente recenti: solo nel 1991, in seguito a delle rilevazioni sismiche. In un primo momento, il bacino fu datato all’epoca del cosiddetto Evento Meteorico Ordoviciano, un intenso e prolungato bombardamento di asteroidi avvenuto oltre 467 milioni di anni fa. Tale datazione era stata proposta in seguito al ritrovamento, nella cavità, di un dente di conodonte, un antico organismo marino serpentiforme vissuto nel periodo Ordoviciano.
La nuova ricerca, invece, ha proposto una datazione alternativa, ‘ringiovanendo’ il cratere di circa 100 milioni di anni: Ames, quindi, avrebbe ‘solo’ 370 milioni di anni e si collocherebbe verso l’evento di estinzione di massa avvenuto nel periodo Devoniano superiore. Durante questo evento, il 75% delle specie viventi, soprattutto quelle marine, scomparve. I ricercatori sono giunti a questa ipotesi analizzando appunto i cristalli di zircone, formatisi in seguito alla pressione dell’impatto che ha scavato il cratere. I minerali sono stati analizzati tramite diverse tecniche di indagine, come la catodoluminescenza e la diffrazione di elettroni retrodiffusi. I risultati delle varie prove sono stati coerenti con una datazione più recente rispetto a quella iniziale; il fossile di conodonte, secondo gli studiosi, doveva trovarsi nella roccia da molto tempo prima dell’impatto e, creando un po’ di confusione quando il cratere fu scoperto, si è semplicemente mescolato nei sedimenti durante il traumatico evento.
Gli autori del paper ritengono che l’impatto di Ames non avrebbe potuto scatenare un’estinzione di massa da solo, ma potrebbe aver contribuito a potenziare una serie di condizioni sfavorevoli per gli esseri viventi quali riduzione dell’ossigeno, intensa attività vulcanica e forse anche l’azione di una supernova. L’evento di estinzione di massa del Devoniano superiore è il secondo, in ordine cronologico, dei cinque grandi eventi che hanno segnato la storia della vita sulla Terra in un arco di tempo compreso tra circa 445 milioni di anni fa e circa 66 milioni di anni fa.
In alto: elaborazione artistica di un asteroide near earth (Crediti: Nasa/Jpl-Caltech)
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