L’attracco tra due veicoli spaziali avviene attraverso sistemi di aggancio dedicati che permettono il collegamento diretto tra i due mezzi.
Non è solo un con tatto meccanico, una volta uniti, i due veicoli devono formare un unico ambiente pressurizzato.
Attraverso quel punto di contatto devono poter passare astronauti, merci, ma anche energia, comunicazioni e tutti i sistemi necessari al supporto vitale.
“DOCKING E BERTHING, DUE MODI DIVERSI DI AGGANCIARSI”
Esistono due metodi principali di attracco: docking e berthing.
– Nel docking, la navicella si avvicina e si aggancia in modo autonomo alla stazione, usando sistemi di guida autonoma e sensori. Questo metodo è preferibile quando a bordo ci sono astronauti, perché in caso di emergenza permette uno sgancio più rapido.
Nel berthing, invece, la navicella non opera da sola. Viene portata in prossimità di un braccio robotico che la cattura, la posiziona e la fissa al modulo di destinazione. Questo aggancio è più grande, più adatto alle merci, per cui il berthing viene utilizzato soprattutto per le navette cargo.
“IL PORTELLONE DI DOCKING”
In passato, ogni veicolo spaziale utilizzava un proprio sistema di attracco, spesso incompatibile con quello degli altri. Oggi, invece, esiste un’architettura comune, chiamata International Docking System Standard, che permette l’aggancio tra mezzi di diverse nazioni e costruttori.
La tenuta stagna di un portellone è un meccanismo ingegneristico delicato e complesso.
Quando i veicoli si uniscono, entrano in contatto strutture metalliche progettate per allinearsi con la massima precisione. A garantire la chiusura ermetica ci sono speciali guarnizioni elastiche, realizzate in materiali come siliconi ad alte prestazioni o fluoropolimeri, capaci di mantenere la tenuta anche nel vuoto e con forti variazioni di temperatura.
Quando il sistema si blocca, queste guarnizioni vengono compresse a chiusura stagna, per garantire che la pressione rimanga stabile, con perdite di ossigeno trascurabili.
“LA MANOVRA DI DOCKING E UNDOCKING”
L’aggancio inizia con il soft capture: un avvicinamento estremamente controllato fino al contatto, in cui il sistema corregge i disallineamenti e stabilizza la connessione iniziale.
Terminata questa fase, si passa all’hard capture, con l’entrata in funzione dei meccanismi di bloccaggio che serrano definitivamente l’unione tra i due veicoli. Dopo una serie di verifiche, il portellone del sistema di attracco può essere aperto e gli equipaggi possonoincontrarsi.
Al momento della partenza, undocking, le operazioni di sgancio sono identiche, ma la sequenza è invertita.




