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Il Telescopio Spaziale Hubble ha registrato un evento inatteso e finora mai documentato: la cometa 41P/Tuttle‑Giacobini‑Kresák, della famiglia di Giove, è stata osservata mentre invertiva il proprio senso di rotazione durante il passaggio al perielio del 2017. Lo segnala un articolo pubblicato su The Astronomical Journal, frutto dell’analisi del team guidato da David Jewitt dell’Università della California (Ucla).

L’autore dello studio,  grazie alla rilettura dell’archivio Mikulski Archive for Space Telescopes – un patrimonio di dati provenienti da oltre una dozzina di missioni astronomiche, tra cui Hubble –  ha individuato i dati utili che documentano cambiamenti di rotazioni particolarmente drammatici e tali da far rallentare e quasi arrestare la cometa, che invece riprende a ruotare nella direzione opposta.

«È raro che un oggetto così piccolo mostri un comportamento tanto estremo», osserva Jewitt, sottolineando come l’evento offra un’occasione unica per comprendere i processi che modellano l’evoluzione delle comete.

La storia di 41P è quella di un corpo minuscolo e sorprendentemente sensibile alle forze che agiscono sulla sua superficie. Con un nucleo di circa un chilometro, la cometa risponde in modo esasperato ai getti di gas che si attivano quando il calore solare raggiunge gli strati superficiali. Ogni getto funziona come un minuscolo propulsore, capace di modificare la rotazione del nucleo a seconda della sua posizione e intensità. Nel 2017 questi getti hanno prodotto un effetto estremo: la rotazione della cometa, inizialmente lenta e compresa tra 46 e 60 ore secondo le osservazioni da Terra, ha continuato a rallentare fino quasi a fermarsi. Quando Hubble l’ha osservata di nuovo a dicembre, il nucleo aveva ripreso a ruotare, ma nel verso opposto e con un periodo di circa 14 ore.

Rappresentazione artistica che raffigura la cometa 41P mentre si avvicina al Sole e i gas ghiacciati iniziano a sublimare dalla sua superficie. L’animazione mostra un solo getto, ma la cometa potrebbe avere più flussi di materiale che si disperdono nello spazio. Questo getto spinge contro la rotazione della cometa, forzandola poi nella direzione opposta. Sono inoltre visibili piccoli frammenti della cometa che vengono espulsi nello spazio. Credits animazione: Nasa, Esa, Csa, Ralf Crawford (STScI)

Questo comportamento non rappresenta soltanto un caso dinamico insolito, ma suggerisce che 41P stia attraversando una fase di evoluzione accelerata. La maggior parte dei cambiamenti strutturali nelle comete avviene nell’arco di secoli o anche più, mentre nel caso di 41P i rapidi spostamenti rotazionali osservati offrono la rara opportunità di assistere allo svolgersi di processi evolutivi su una scala temporale umana. L’attività globale della cometa è diminuita di un ordine di grandezza rispetto ai passaggi precedenti, un indizio che la superficie stia cambiando rapidamente: gli strati più volatili potrebbero essersi esauriti, oppure essere stati ricoperti da polveri che ne limitano la sublimazione.

Le simulazioni indicano che le continue variazioni di rotazione potrebbero portare, nel tempo, a un’instabilità strutturale. Se una cometa ruota troppo velocemente, le forze centrifughe possono superare la sua debole gravità e la resistenza interna del nucleo, causando potenzialmente la frammentazione o persino la disintegrazione. «Prevedo che questo nucleo si autodistruggerà molto rapidamente», afferma Jewitt, pur ricordando che 41P probabilmente occupa la sua orbita attuale da circa millecinquecento anni, un intervallo che suggerisce una lunga storia di adattamenti e trasformazioni.

Immagine in alto: rappresentazione artistica della cometa 41P. Credits: Nasa, Esa, Csa, Ralf Crawford (STScI)