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La sonda Hera è in viaggio verso un obiettivo particolare: la coppia di asteroidi Didymos e Dimorphos, il secondo dei quali rappresenta il primo corpo celeste la cui orbita è stata modificata deliberatamente dall’uomo.
Dopo l’impatto della missione Dart della Nasa contro la componente minore del sistema, Dimorphos, documentato dal nanosatellite LiciaCube dell’Agenzia Spaziale Italiana, che ha acquisito immagini uniche dell’evento, resta una domanda fondamentale: quanto è davvero efficace deviare un asteroide? Hera nasce proprio per darci la risposta.
Dart ha dimostrato che colpire un asteroide può modificarne l’orbita. Hera sta tornando su quel sito per misurare con precisione gli effetti dell’impatto e trasformare questo esperimento in una tecnica affidabile di difesa planetaria.

La sonda dell’Agenzia Spaziale Europea ha recentemente completato una delle manovre più importanti del suo viaggio, consumando oltre cento chilogrammi di propellente per accelerare significativamente. Un passaggio cruciale, che ha permesso anche di testare i sistemi che saranno utilizzati durante le delicate fasi di avvicinamento e rendez-vous.

Una volta giunta in prossimità dell’asteroide binario, Hera rilascerà due satelliti CubeSat per studiare gli effetti della deviazione da più prospettive, utilizzando strumenti avanzati come un altimetro laser e sistemi di navigazione autonoma, fondamentali per operare attorno a corpi celesti così piccoli e oscuri.
L’avvicinamento al sistema, che durerà circa tre settimane, metterà alla prova le capacità di guida, navigazione e controllo della missione. I dati che poi Hera raccoglierà  puntano a rendere la deviazione degli asteroidi una tecnica prevedibile, misurabile e ripetibile.

CREDITI: Nasa, Esa, Asi
MUSICHE: Nature – AlisiaBeats

Guarda anche un video che riassume gli effetti della missione Dart 👉