Immagina di guidare da solo in un deserto roccioso, senza strade, mappe o Gps, sapendo di poter chiedere indicazioni solo una volta al giorno. È più o meno così che si muove il rover Perseverance della Nasa atterrato su Marte 5 anni fa. Ma ora qualcosa è cambiato: il veicolo ha imparato a determinare autonomamente la propria posizione sul Pianeta Rosso senza chiedere “l’aiuto da casa”.
Su Marte non esiste una rete di satelliti Gps come sulla Terra. Finora Perseverance ha dovuto affidarsi a calcoli visivi e, soprattutto, ai suoi controllori sul nostro pianeta per sapere con precisione dove si trovasse: un processo che richiede tempo e rallenta l’esplorazione. Oggi, grazie a una nuova tecnologia chiamata Mars Global Localization, il rover riesce a individuare in autonomia la propria posizione in appena due minuti e con una precisione di circa 25 centimetri.
Il sistema utilizza un algoritmo che confronta le immagini panoramiche scattate dal rover con le mappe orbitali del terreno già presenti a bordo. Il calcolo viene eseguito sfruttando un potente processore originariamente utilizzato per comunicare con l’elicottero marziano Ingenuity. Il risultato è una navigazione più sicura ed efficiente, che permette a Perseverance di percorrere distanze più lunghe senza fermarsi in attesa di istruzioni dalla Terra.
Questa capacità potenzia ulteriormente il sistema di guida autonoma del rover, già in grado di ricalcolare il percorso aggirando gli ostacoli e di pianificare i tragitti selezionando i punti di passaggio anche con l’aiuto dell’intelligenza artificiale generativa.
Nel frattempo, lo sguardo delle prossime missioni robotiche è già rivolto alla Luna dove le difficili condizioni di illuminazione e le lunghe e gelide notti rendono ancora più importante sapere esattamente dove si trovano i veicoli: meno dipendenti dalla Terra e sempre più capaci di farsi strada da soli nell’esplorazione spaziale.




